mercoledì 27 giugno 2018

                                                                     L'INVASIONE

Latina, il n.1 della onlus faceva arricchire anche mamma e papà. L’altro: “Faccio un milione e mi compro la casa in Grecia”

Latina, il n.1 della onlus faceva arricchire anche mamma e papà. L’altro: “Faccio un milione e mi compro la casa in Grecia”

La famiglia di Luca Macaro, presidente de "La Ginestra" finito in carcere, ha incassato 530mila euro in 30 mesi tra stipendi e affitti gonfiati. Invece Luigi Pannozzo, presidente de "L'Azalea", altra onlus finita sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Latina, sogna di investire i guadagni nel mattone. Sulla pelle dei richiedenti asilo
Quattro milioni e centomila euro. Per la precisione 4.114.112,20 euro. Sulla pelle dei richiedenti asilo. Sono i danari pubblici arrivati in poco più di due anni mezzo sui conti correnti del La Ginestra. La onlus del presidente Luca Macaro, finito in carcere nell’inchiesta della Procura di Latina, gestisce diversi centri, tra i quali Villa Luda, situato in Via Zara, a Fondi, per la quale il capo paga 6mila euro al mese di affitto, un prezzo quadruplo rispetto a quello che l’organizzazione paga per altre strutture, come quella de La Ginestra, in via Fermi, (simile per conformità e caratteristiche, annotano gli inquirenti) e superiore alla spesa per l’edificio de Piccola Africa, in via Chiarastella: 5.000 euro per una cubatura decisamente maggiore. Perché questa differenza? I 6mila Macaro li paga ai suoi genitori, proprietari dell’immobile di via Zara.

Macaro prende un sacco di soldi dalla Prefettura, ma Villa Luda – che arriva ospitare 39 migranti a fronte di una capienza di 11certificata dalla Asl – è un porcile: durante i controlli, scrive il Giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautela, “è stata riscontrata la presenza di sporcizia ovunque, di ratti nei pressi degli avanzi del cibo lasciato in giacenza, nonché cibo avariato negli armadi, muffa ovunque e un forte sgradevole odore“.
Certo, la famiglia Macaro intasca un sacco di soldi che poi non reinveste per la pulizia e la manutenzione dei centri. Tanti soldi. Gli inquirenti li hanno quantificati in 537mila euro nell’arco di 30 mesi, tra il febbraio 2015 e l’agosto 2017: 102mila euro a lui in qualità di presidente, 141mila ai genitori Cinzia Agresti e Mauro Macaro per l’affitto dell’immobile di via Zara e 294mila alla madre in qualità di presidente della Coop Villa Lu.Da Onlus.


Ma i soldi sotto il cuscino Luca non li vuole tenere, punta a investire. Vuole aprire un negozio e sistemarsi comprando un immobile. Lo racconta il 13 marzo 2017 al suo contabile: “Dobbiamo aprire questa società … che dobbiamo aprire un alimentari…”. E il 20 marzo parla con il suo agente immobiliare dell’acquisto di un’abitazione: “La casa l’ho chiusa a 314mila euroe non a 325 – gli comunica Massimo – se mi mandi un documento di riconoscimento e codice fiscale… ti preparo la proposta”.
Anche Luigi Pannozzo, presidente de L’Azalea, altra onlus finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Latina, sogna in grande. I soldi della Prefettura arrivano, occorre investirli. Tra il novembre 2016 e il giugno 2017 la sua “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” incassa 630mila euro. Una parte – 168mila – vanno alla Philia, onlus con la quale L’Azalea si spartiva i migranti all’insaputa della Prefettura, il resto sono a disposizione. I soldi arrivano, ma Pannozzo non è sereno: “Non dormi più tranquillo – gli dice al telefono il 28 febbraio 2017 una non meglio specificata Donatella al telefono – non stai a vivere più tranquillo…”. “Eh, lo so – replica lui – ne vale la pena fino a quando mi sono messo da parte un milione di euro“.


A cosa gli servono? Una parte li vuole investire nel mattone. Così lo stesso giorno telefona allo zio Marco: “Mica mi puoi vedere una cosa giù… da comprare…”. “Ce n’è tante di case belle in vendita adesso”, replica l’interlocutore. Cosa intende Pannozzo per “giù”? Lo esplicita pochi giorni dopo in una telefonata alla zia Carmina: “Zia, ho chiesto a zio che mi vede… mo’ mi compro una casa già a Messolonghi“. In Grecia. E la zia lo mette in guardia: “Li devi giustificare questi soldi… dove li hai presi, capito? (…) Stai attento a come ti muovi”. “Sì – la rassicura Luigi – la prendo, tra due anni me ne vado là… me ne vado in pensione là”. Sulla pelle dei richiedenti asilo.

martedì 26 giugno 2018

                                                              L'INVASIONE

Macron a Roma dal Papa, mentre Parigi tira in ballo La Valletta come possibile soluzione. Muscat: “Solo se i naufraghi verranno portati in diversi paesi”. Il premier: “Chi sbarca in un Paese europeo sbarca in Ue”. Intanto nella notte i migranti a bordo della portacontainer Alexander Maersk sono sbarcati a Pozzallo
“Ho appena sentito al telefono il presidente Muscat: la nave della Ong Lifeline attraccherà a Malta“. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia così la fine del braccio di ferro fra gliStati europei per l’accoglienza i 234 migranti a bordo della Lifeline, la nave della ong tedesca bloccata da giovedì scorso al largo di Malta. Una situazione sulla quale nelle ultime ore il presidente francese Emmanuel Macron, oggiin visita da Papa Francesco in Vaticano, ha fatto pressing affinché aprisse i porti per la lave della ong. Ma l’ok della Valletta, come aveva specificato poco prima del via libera all’attracco dell’imbarcazione, è vincolato alla condivisione di responsabilità da parte anche di altri Paesi europei, che si impegnano ad accogliere i migranti a bordo. “Con il Presidente maltese – ha proseguito Conte – abbiamo concordato che l’imbarcazione sarà sottoposta a indagine per accertarne l’effettiva nazionalità e il rispetto delle regole del diritto internazionale da parte dell’equipaggio. Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull’immigrazione – secondo cui chi sbarca sulle coste italiane, spagnole, greche o maltesi, sbarca in Europa -, l’Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo della Lifeline, con l’auspicio che anche gli altri Paesi europei facciano lo stesso come in parte già preannunciato”.

Malta: “Ci sono già Paesi disponibili ad accogliere migranti” – Una prospettiva già anticipata poche ore prima da una nota del governo maltese. “Vogliamo evitare un’escalation della crisi umanitaria attraverso una condivisione di responsabilità da parte di alcuni stati volenterosi”, c’era scritto nel comunicato, nel quale si ricordava che il Paese ha guidato gli sforzi diplomaticidelle ultime 48 ore per trovare una soluzione al caso, “provocato dalle azioni del capitano che ha ignorato le istruzione date sulla base delle regole internazionali dalle autorità italiane”. Capitano sul quale Malta ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. E sempre fonti vicine al governo Muscat avevano specificato che almeno 5-6 paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna e Malta sarebbero stati disponibili a ricevere i migranti della Lifeline. Il negoziato, condotto dallo stesso premier col sostegno di Tusk e Juncker e verso il quale “ci sono passi avanti”, sarebbe per ora limitato a questo singolo episodio, ma sarebbero in corso ulteriori trattative per il breve-medio termine. La Francia che oggi si era proposta come risolutrice nella vicenda Lifeline, per Salvini “fino ad oggi ha parlato ma ha combinato poco” e, a margine dell’Assemblea di Confartigianato all’Eur il vicepremier, ribadendo che “le ong non toccheranno più un porto italiano”, ha sottolineato che “quel gentiluomo di Macron“, oggi in visita a Roma, “sarà sicuramente in grado di accogliere tutti quelli che scappano.
Macron a Sant’Egidio – Prima di arrivare in Vaticano – con un ritardo di 23 minuti – il presidente francese Macron ha incontrato il presidente della comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, con una delegazione della comunità a palazzo Farnese. “Non siamo entrati in questioni politiche strette tra Italia e Francia, ma ci e stata espressa dal presidente Macron la volontà di risolvere i problemi legati ai flussi dei migranti a livello europeo”, ha detto Impagliazzo. “Abbiamo parlato delle soluzioni per la stabilizzazione dell’Africa, dello sviluppo dei paesi africani, di un piano di educazione che permetta agli africani di rimanere a casa e lavorare per lo sviluppo dei propri paesi. C’è stata consonanza con Macron su questi temi. Abbiamo sottolineato il valore dell’accordo tra Etiopia ed Eritrea. Abbiamo ringraziato il presidente per aver menzionato i corridoi umanitari come modello di immigrazione legale soprattutto per persone che hanno bisogno di protezione umanitaria. Questi canali presenti in Italia, Francia, Belgio e Andorra andranno allargati quando ci saranno crisi umanitarie, come quella siriana che purtroppo non accenna a diminuire”. E proprio Macron, ha continuato Impagliazzo, “ha menzionato i corridoi umanitari come un modello della politica di immigrazione legale, soprattutto per le persone che hanno bisogno di protezione umanitaria”.
L’attracco a Pozzallo della Maersk – Si è invece risolta la vicenda della nave portacontainer danese Alexander Maersk – ferma da venerdì scorso davanti alle coste ragusane con 108 migranti – attraccata nella notte nel porto di Pozzallo. Nella serata di lunedì, infatti, era arrivato il via libera all’approdo da parte del ministero dell’Interno, con soddisfazione del sindaco della città Roberto Ammatuna che aveva fatto appello proprio a Salvinichiedendo l’autorizzazione per motivi umanitari. I 108 migranti, prima di essere trasferiti sul cargo danese, erano stati tratti in salvo proprio dalla Lifeline.
I migranti lasciano la nave cargo Maersk
 
Intanto, dopo il caso Aquarius, resta in balìa del Mediterraneo l’imbarcazione della Lifeline, che a bordo ha 234 persone. Contattata da Parigi, la ong aveva fatto sapere di non poter puntare verso un porto francese nell’immediato perché le condizioni del meteo non lo permettono. E poi, aveva riferito il co-fondatore Axel Steier, la nave voleva restare in acque internazionali. “Il problema è che abbiamo 234 persone a bordo di un’imbarcazione di 30 metri, vicino a un Paese sviluppato, e che l’Europa guarda queste persone mentre deperiscono”, afferma. Nella giornata del 25 giugno, infatti, uno dei migranti è stato evacuato per un’emergenza medica e portato in un ospedale di Malta.
La richiesta iniziale di attraccare in Francia è comunque stata presto stoppata dal ministero degli Affari europei: “Tecnicamente, è all’Italia che spetta ricevere la nave”, ha detto il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau. “Il ministro francese è ignorante”, la replica del vicepremier Matteo Salvini, “nel senso che ignora la situazione di questa nave”. “La nave non è stata nemmeno gestita dalle autorità italiane, si trova nelle acque maltesi”, ribatte il vicepremier Luigi Di Maio. “Quello che mi dà più fastidio, da ministro dello Sviluppo economico, è che a Malta diamo l’energia, c’è un tubo che parte da Ragusa e arriva fin lì e neanche ci rispondono per dirci ‘almeno un’imbarcazione la aiutiamo noi’. È assurdo”. Per Di Maio Lifeline “ha fatto una cosa molto scorretta”, opponendosi “all’azione di salvataggio della guardia costiera libica”, quindi “per me ora ci sono due strade: o aprono i porti la Francia, la Spagna e Malta o noi la facciamo arrivare nei nostri, ma poi la sequestriamo“.

sabato 23 giugno 2018

                                                              DONNE

Spagna, assassinata giovane leader della Spd tedesca

La 28enne, ex presidente dei giovani del Partito socialdemocratico, è stata uccisa nei Paesi Baschi. Sul corpo segni di violenza
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Una ragazza tedesca di 28 anni è stata uccisa in Spagna. Si tratta di Sophie Loesche, ex presidente dei giovani del partito Socialdemocratico tedesco e attuale vicepresidente dell'Spd a Bamberg, in Baviera. Il suo corpo è stato ritrovato dalla polizia spagnola ad Asparrena, nei Paesi Baschi. Dai primi rilievi sulla salma sono emersi segni di violenza. Otto giorni fa la denuncia della scomparsa della ragazza da parte della famiglia.

La polizia tedesca aveva emesso un mandato di ricerca internazionale e aveva focalizzato l'attenzione sulla Spagna, dove si riteneva potesse essere la giovane. La Guardia Civil spagnola ha arrestato a Jaen, in Andalusia, un camionista marocchino di 41 anni. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo, ed è considerato il principale sospettato. Le prime indagini puntano sull'ipotesi che Sophie sia stata stuprata e poi uccisa.


La segretaria generale del partito socialista nei Paesi baschi, Idoia Mendia, ha espresso le condoglianze alla presidente dell'Spd, Andrea Nahles, sottolineando come questo crimine "mette in evidenza, una volta ancora, la condizione di minaccia in cui versano milioni di donne in tutto il mondo per il semplice fatto di essere donne". Da qui, la convinzione che la lotta contro la violenza di genere debba essere una politica "trasversale, multidisciplinare e determinata".