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martedì 3 gennaio 2023

                                                                EUROPA EUROPA


“IO NON HO PROVE MA DOVRESTE CONTROLLARLO” – COSA HANNO IN MANO I MAGISTRATI BELGI SU ANDREA COZZOLINO? SICURAMENTE LE DICHIARAZIONI DI PANZERI, CHE TIRANO IN BALLO L’EURODEPUTATO DEL PD E IL SOCIALISTA MARC TARABELLA: SECONDO EVA KAILI, IL COMPAGNO FRANCESCO GIORGI “CUSTODIVA QUALCOSA PER PANZERI E ANCHE PER IL SUO BOSS ATTUALE, COZZOLINO” – I VIAGGI A RABAT E LA PARTECIPAZIONE ALLA COMMISSIONE DIRITTI UMANI SUL QATAR – INTANTO È STATA RINVIATA L’UDIENZA SULLA CONSEGNA DEI FIGLIA PANZERI…

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1. QATAR: SUBITO RINVIATA UDIENZA SU CONSEGNA FIGLIA PANZERI

ANTONIO PANZERI CON LA FIGLIA SILVIAANTONIO PANZERI CON LA FIGLIA SILVIA

(ANSA) - E cominciata davanti alla Corte d'appello di Brescia ed è stata subito rinviata al prossimo 16 gennaio l'udienza per decidere la consegna o meno al Belgio di Silvia Panzeri, la figlia dell'ex eurodeputato Antonio, pure lei tra gli arrestati nell'ambito del Qatargate.

 

I giudici, lo scorso 20 dicembre, avevano accolto una questione con cui la difesa aveva evidenziato le condizioni critiche delle carceri belghe, e avevano rimandato l'udienza ad oggi in attesa di verificare, tramite l'invito di una relazione di Bruxelles, la situazione. La documentazione, però, come è stato riferito, non è arrivata. Silvia Panzeri oggi era in aula.

 

antonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxellesANTONIO PANZERI CON UNA VALIGIA ALL HOTEL STEIGENBERGER WILTCHER DI BRUXELLES

Da quanto è stato spiegato dalla difesa di Silvia Panzeri, il Ministero della Giustizia italiana ha comunicato in aula la mancanza della documentazione sulla situazione delle carceri che era stata chiesta a Bruxelles e che non è ancora stata inviata.

 

Intanto ieri, come hanno spiegato gli avvocati Angelo De Riso e Nicola Colli, è stato depositato un ricorso al tribunale del Riesame di Bergamo contro il sequestro dello scorso 23 dicembre di 240 mila euro sui conti dei Panzeri - 200 mila su quello di Silvia e 40 mila su quello del padre e della madre - disposto dal gip su richiesta del pm delegato a eseguire un'ordine di investigazione europea del Belgio. L'atto depositato riguarda solo presunti vizi formali del provvedimento del gip.

 

EVA KAILIEVA KAILI

2. QATARGATE IMMUNITÀ FINITA

Estratto dell’articolo di Giuseppe Salvaggiulo per “la Stampa”

 

A venticinque giorni dai primi arresti e dopo uno stillicidio di boatos, la magistratura belga ha chiesto al Parlamento europeo la revoca dell'immunità nei confronti di due deputati nell'ambito dell'inchiesta sulla corruzione per mano e nell'interesse di Qatar e Marocco. Si tratta dell'italiano Andrea Cozzolino (Pd, anche se il partito l'ha sospeso al primo stormir di fronde giudiziarie) e del belga Marc Tarabella, socialista a sua volta sospeso dal partito. La revoca dell'immunità consentirebbe ogni attività investigativa a carico del parlamentare: arresto, perquisizione, sequestri, interrogatori, intercettazioni, analisi bancarie e patrimoniali.

 

marc tarabella 1MARC TARABELLA 1

L'iniziativa era nell'aria e non ha colto di sorpresa la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, che ha avviato una procedura d'urgenza che prevede: comunicazione all'assemblea nella prima seduta utile, il 16 gennaio a Strasburgo; devoluzione degli atti alla commissione giuridica, una sorta di giunta dell'immunità; nomina di un relatore; eventuale audizione dei parlamentari sotto indagine; proposta del relatore; voto in commissione; voto definitivo in plenaria a maggioranza semplice. La procedura potrebbe concludersi nella prima metà di febbraio.

 

silvia panzeriSILVIA PANZERI

[…] La richiesta al Parlamento Ue mira a chiarire la natura dei loro rapporti con l'ex eurodeputato Antonio Panzeri, ritenuto il capo della «associazione criminale», e con l'assistente parlamentare Francesco Giorgi, passato con Cozzolino nel 2019 dopo la mancata rielezione di Panzeri, di cui era braccio destro. Nello stesso anno Panzeri aveva fondato la Ong Fight Impunity, secondo l'accusa lo schermo di una corruzione strutturata. Nel board c'era anche Giorgi.

 

Per Tarabella, membro della commissione diritti umani, il sospetto riguarda il Qatar su cui ha mutato posizione di 180 gradi: da severo censore ad accondiscendente estimatore.

Per Cozzolino l'ipotesi investigativa riguarda anche il Marocco. Infatti siede non solo nella commissione diritti umani che si è occupata del caso Qatar, ma anche nella commissione d'inchiesta sul software spia Pegasus (in cui è coinvolto il Marocco) e ha «ereditato» da Panzeri la presidenza della delegazione del Maghreb.

 

ANTONIO PANZERI - EVA KAILI - FRANCESCO GIORGI - MARC TARABELLAANTONIO PANZERI - EVA KAILI - FRANCESCO GIORGI - MARC TARABELLA

[…]  Metsola ha anche pronunciato parole inequivocabili sulla «democrazia sotto attacco» e annunciato riforme per aumentare trasparenza e controlli.

 

Il che rende politicamente improbabile che l'immunità non sia revocata per "fumus persecutionis", sospetto di persecuzione giudiziaria. Anche se giuridicamente la partita è da giocare: Cozzolino e Tarabella avranno accesso agli atti che li riguardano, potranno controdedurre e invocare la libertà di atti politici pur discutibili. Nella commissione giuridica siede tra gli altri l'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

Abderrahim Atmoun Andrea Cozzolino Pier Antonio PanzeriABDERRAHIM ATMOUN ANDREA COZZOLINO PIER ANTONIO PANZERI

 

3.  L'ACCUSA DI PANZERI AL DEPUTATO DEL PD "IO NON HO PROVE, MA DOVETE CONTROLLARLO"

Giuseppe Salvaggiulo per “la Stampa”

 

A chiamare in causa Tarabella e Cozzolino, sia pure con toni diversi, sono i tre protagonisti del Qatargate: Panzeri, Giorgi e la sua compagna Eva Kaili, vicepresidente del Parlamento europeo rimossa dopo l'arresto. I primi due hanno ammesso di aver ricevuto denaro da altri Stati per tutelarne gli interessi nel Parlamento Ue, evitando o comunque ammorbidendo prese di posizione ostili. Quanto alle chiamate in correità, le dichiarazioni sono sfumate.

 

Sigilli agli uffici degli assistenti dell?eurodeputato Andrea Cozzolino a StrasburgoSIGILLI AGLI UFFICI DEGLI ASSISTENTI DELL?EURODEPUTATO ANDREA COZZOLINO A STRASBURGO

«Io non ho prove ma voi dovreste controllarlo», dice Panzeri su Cozzolino nel primo interrogatorio. «È il parlamentare di cui Giorgi è l'assistente», continua evidenziando che «tra l'altro è responsabile di chiedere risoluzioni d'urgenza».

 

Un potere che «non passa da noi» e Panzeri ben conosce, perché ne era titolare in passato: consente di stabilire quali dossier su diritti umani portare all'attenzione del Parlamento Ue. Panzeri e Cozzolino, secondo gli investigatori, avrebbero anche viaggiato a Rabat, incontrando esponenti dei servizi di sicurezza marocchini, con biglietti da costoro messi a disposizione. Cozzolino non ha mai confermato questo genere di rapporti. Mentre Tarabella sarebbe andato a Doha, secondo Panzeri, violando il divieto del suo partito.

Quanto a Giorgi, a domanda sulla eventuale consegna di tangenti ad altri deputati risponde: «Suppongo sia lui stesso (Panzeri, ndr) la persona che ha gestito i contatti: Tarabella, Cozzolino... ho un vuoto.

ANDREA COZZOLINOANDREA COZZOLINO

 

Giuro: non lo so». E la sua compagna Kaili, a proposito dei 750 mila euro trovati nella loro casa, dice che lui «custodiva qualcosa per Panzeri e forse anche per il suo boss attuale Cozzolino», indicandolo come sodale di Panzeri assieme allo stesso Tarabella.

Sospetti se non illazioni, se non corroborati prove.

 

A tenere insieme Cozzolino e Tarabella è anche la partecipazione, il 14 novembre, alla seduta della commissione diritti umani dedicata al caso Qatar, nell'imminenza dei mondiali di calcio. Ospite il ministro del lavoro del Qatar, Ali ben Samikh Al-Marri. Gli investigatori ritengono che quella seduta sia stata «apparecchiata» da Panzeri per fargli fare bella figura, facendo emergere gli elogi per i progressi del Qatar in materia di diritti umani.

 

banconote sequestrate a pier antonio panzeri e eva kailiBANCONOTE SEQUESTRATE A PIER ANTONIO PANZERI E EVA KAILI

Oltre alla registrazione degli incontri preparatori con il ministro e i suoi collaboratori in un hotel di Bruxelles, è Giorgi a raccontare che fu Panzeri a «spiegare loro come dovevano posizionarsi e a suggerire di organizzare l'audizione al Parlamento europeo. L'obiettivo era preparare il ministro per questa audizione: intendo spiegare il punto di vista europeo e consigliarlo su come reagire».

 

Dunque Panzeri avrebbe sia scritto come ghost writer il discorso del ministro qatarino, sia le risposte alle domande dei parlamentari, da lui stesso istruiti. E Giorgi traduceva, perché Panzeri non parla inglese a dispetto dei quasi vent' anni brussellesi.

 

Il 14 novembre, nell'aula 3G-3 dell'Europarlamento, si compie quello che gli investigatori considerano il capolavoro della cricca, presente al gran completo. Panzeri la dirige da fuori, al telefono con Giorgi come Boncompagni con Ambra. «Pensava che potesse essere utile se le domande potessero essere preparate in anticipo, al fine di condurre il ministro del Qatar su un percorso familiare», spiega l'ex assistente.

 

Michel Claise.MICHEL CLAISE.

A un certo punto Giorgi chiede a Panzeri, sussurrando al telefono, se Tarabella deve intervenire, benché non iscritto a parlare. «Non c'è dubbio», risponde Panzeri: deve parlare per dire polemizzare con chi critica i Qatar, sottolineando che analogo interesse non vi fu nel 2018 per i mondiali in Russia.

 

Dopo sette minuti, Tarabella chiede di parlare «benché non lo avessi previsto perché mi sorge una riflessione: nel 2014 la Russia aveva già invaso il Dombass ma non si è parlato tanto dell'assegnazione dei mondiali in Russia».

MEME QATARGATE BY MACONDOMEME QATARGATE BY MACONDOEVA KAILIEVA KAILIeva kaili 5EVA KAILI 5andrea cozzolinoANDREA COZZOLINOEVA KAILIEVA KAILIeva kaili 6EVA KAILI 6eva kaili 5EVA KAILI 5eva kailiEVA KAILIMANTALENA E EVA KAILIMANTALENA E EVA KAILIbanconote sequestrate a panzeri e eva kaili 6BANCONOTE SEQUESTRATE A PANZERI E EVA KAILI 6

martedì 27 dicembre 2022

                                                               EUROPA EUROPA


ANTONIO PANZERI RITIRAVA LE MAZZETTE DEL QATAR DIRETTAMENTE IN HOTEL: IL 10 OTTOBRE L’EX EURODEPUTATO È ANDATO CON UNA VALIGIA VUOTA NEL LUSSUOSO ALBERGO STEIGENBERGER WILTCHER’S DI BRUXELLES, ED È USCITO CON IL TROLLEY BELLO GONFIO DI BANCONOTE – IL LEGALE DI EVA KAILI SCARICA LA COLPA SUL COMPAGNO, FRANCESCO GIORGI, CHE A QUELL’INCONTRO SI ERA PRESENTATO CON LA FIGLIA NEL PASSEGGINO: “NON SAPEVA NULLA DEL DENARO TROVATO NELL’ABITAZIONE, I SOLDI NON ERANO SUOI. L SUO CUORE STA LETTERALMENTE SANGUINANDO PER LA SUA BAMBINA DI 22 MESI”

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1. LE VALIGIE E IL BEBÈ NELL'HOTEL DI LUSSO PER RITIRARE I SOLDI DELL'EUROSCANDALO

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

antonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxellesANTONIO PANZERI CON UNA VALIGIA ALL HOTEL STEIGENBERGER WILTCHER DI BRUXELLES

La valigia. […] È uno dei tratti distintivi delle indagini sul Qatargate. Il "veicolo" delle mazzette. Il "mezzo" per assicurare il passaggio dei soldi. […]

 

Eppure basta sfogliare i documenti che accompagnano e motivano i provvedimenti adottati dai magistrati di Bruxelles per capire che molto delle operazioni condotte da Antonio Panzeri, Francesco Giorgi e gli emissari del Qatar ruotasse proprio intorno alle valigie. Le foto e la sequenza di un incontro specifico tra i due italiani e il ministro del lavoro qatarino, Ali Ben Samikh al-Marri, ne sono una testimonianza. E a quel colloquio la procura di Bruxelles assegna una particolare importanza. Una delle prove di come circolassero le "mazzette".

 

incontro di panzeri con un uomo del qatar in un albergo di bruxellesINCONTRO DI PANZERI CON UN UOMO DEL QATAR IN UN ALBERGO DI BRUXELLES

È il 10 ottobre scorso. Mancano cinque settimane all'inizio dei Mondiali di calcio. La scena si svolge in uno degli hotel di maggior lusso della capitale belga. È lo Steigenberger Wiltcher' s. […]

 

Sono le 17,30 circa. Arrivano e parcheggiano tre Mercedes di colore nero nella piccola rotonda davanti all'albergo. Tutte intestate alla rappresentanza diplomatica del Qatar. Dalle vetture scende una delegazione governativa di Doha, guidata appunto dal ministro del lavoro. Con lui ci sono altri cinque uomini: scorta e - forse non a caso - un portavaligia. I magistrati belgi si sono fatti consegnare video e immagini dalla sicurezza dell'hotel. E tutto viene allegato agli atti.

banconote sequestrate a pier antonio panzeri e eva kailiBANCONOTE SEQUESTRATE A PIER ANTONIO PANZERI E EVA KAILI

 

[…] Il 10 ottobre, dunque, il ministro del lavoro entra nell'hotel e viene accompagnato al quarto piano: lì c'è la sua suite. Poco dopo arrivano Panzeri e Giorgi. Le foto della sicurezza interna ritraggono l'ex eurodeputato italiano con una valigetta in mano. Una specie di ventiquattrore. All'apparenza vuota. O almeno questo è il commento degli inquirenti.

 

Il suo ex assistente addirittura si presenta con la figlia di venti mesi. La madre è Eva Kaili, in quel momento ancora vicepresidente del Parlamento europeo. Spinge il passeggino. Come se nulla fosse. Due uomini della delegazione qatarina li accolgono e li accompagnano proprio al quarto piano. Ogni pa ssaggio è provato da uno scatto o da una ripresa.

 

antonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxellesANTONIO PANZERI CON UNA VALIGIA ALL HOTEL STEIGENBERGER WILTCHER DI BRUXELLES

Lungo il corridoio che conduce alla suite di Al Marri si intravede un altro uomo di Doha che, seguendo Panzeri, trascina un altro trolley. Tutto si svolge intorno alle ore 18. Dopo mezz' ora Giorgi lascia la camera. Scende nella hall. La figlia indica una persona che sembra conoscere bene. Il padre la lascia con quella persona. E risale immediatamente al quarto piano. Magari ha pensato che il colloquio stesse entrando nella fase più calda.

 

Passa un'altra ora. L'incontro finisce. Panzeri lascia l'hotel con in mano la stessa valigetta che aveva all'ingresso. Ora, però, viene evidenziata dalla Procura con un bel cerchio rosso. Perché? «Sembra più piena», scrivono gli uffici della magistratura di Bruxelles. Il sospetto dei magistrati, insomma, è che questo sia stato uno degli incontri in cui si organizzava la consegna del denaro in contanti. Da un trolley ad una ventiquattrore.

 

Un sistema collaudato. Fatto, appunto, solo di denaro "fresco". Perché come scrivono a più riprese i procuratori di Bruxelles «l'obiettivo della cricca era l'"argent"». Il denaro.

EVA KAILIEVA KAILI

Nel caso specifico, inoltre, quell'appuntamento non poteva essere casuale. Per due motivi. Il primo: solo dieci giorni dopo, ossia il 22 ottobre, sempre Panzeri in compagnia di Luca Visentini, il presidente del federazione mondiale dei sindacati, vola verso Doha. Prende un aereo della Qatar Airways da Parigi. […] Gli inquirenti sottolineano un elemento: i biglietti aerei sono stati emessi da una agenzia di viaggio di Doha.

 

[…] Il secondo motivo: il mese successivo, a novembre, la sessione plenaria del Parlamento europeo avrebbe dovuto votare le risoluzioni sul Qatar e sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Appuntamento cui l'emirato attribuiva particolare importanza. […]

incontro di panzeri con un uomo del qatar in un albergo di bruxellesINCONTRO DI PANZERI CON UN UOMO DEL QATAR IN UN ALBERGO DI BRUXELLES

 

KAILI: «SE RILASCIATA, RESTERÒ IN BELGIO SONO INNOCENTE, LOTTERÒ FINO ALLA FINE»

Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”

 

Bruxelles Il 9 dicembre la vita di Eva Kaili è precipitata nel baratro di una cella del carcere di Haren, dopo che nella bella casa che divide con il compagno Francesco Giorgi nel centro di Bruxelles la polizia ha trovato tanti soldi in contanti.

 

Accusata nell'inchiesta che ha terremotato il Parlamento europeo di cui era vicepresidente di essere una delle pedine di Giorgi e di Antonio Panzeri per influenzare a suon di tangenti la politica a favore di Qatar e Marocco, l'eurodeputata del Pasok è stata destituita dalla vicepresidenza dell'assemblea. Giovedì scorso, i giudici hanno rigettato la sua richiesta di scarcerazione prolungando la detenzione preventiva di un mese.

 

FRANCESCO GIORGI EVA KAILIFRANCESCO GIORGI EVA KAILI

Avvocato Michalis Dimitrakopoulos, lei difende Kaili con il suo collega André Risopoulos. Come ha trascorso il Natale la ex vicepresidente?

«Eva Kaili in carcere sta vivendo un incubo, una catastrofe perché è innocente. L'unica persona che l'ha visitata nel giorno di Natale è stato il padre».

 

Dopo l'udienza del 22 dicembre, non avete fatto ricorso contro la decisione dei giudici di prolungare la custodia. Non avete fiducia nella giustizia belga?

«Ho fiducia completa nel sistema giudiziario del Belgio. Io e il mio collega belga André Risopoulos facciamo gli avvocati da più di 30 anni e l'esperienza ci indica che se facessimo ricorso in corte d'appello ed esso venisse rigettato, allora le possibilità che Kaili in futuro venga scarcerata sarebbero praticamente nulle. Sarebbe davvero difficile che, se chiedessimo alla Corte di prima istanza di scarcerarla, i giudici andassero contro la decisione già presa da giudici di grado superiore».

 

incontro all hotel di bruxellesINCONTRO ALL HOTEL DI BRUXELLES

Al momento, le accuse di cui abbiamo conoscenza sono generiche. Sarebbe necessario sapere meglio chi ha fatto cosa, in che modo e quando. Come avvocato di Kaili ne sa di più?

«Secondo il mandato di arresto, le accuse sono corruzione di pubblico ufficiale, riciclaggio e associazione criminale. Ciò che posso dire è che sono molto vaghe e che non sono fondate su circostanze vere, ma solo sul fatto che il denaro è stato trovato sotto lo stesso tetto che Eva Kaili divideva con il compagno».

 

Avvocato, ha già dichiarato che la sua assistita sta collaborando con la giustizia belga. È stata interrogata di nuovo recentemente?

eva kaili 1EVA KAILI 1

«Ha fatto una nuova dichiarazione la settimana scorsa alla polizia. Era la prima volta che si trovava in condizioni psicologiche sufficientemente buone per essere pienamente consapevole di quanto affermava, ed è stata la prima volta che ha avuto un buon interprete».

 

Cosa sta provando Kaili in questo momento?

«Dopo quello che ha letto negli atti dell'indagine, si sente tradita. Il suo nome è stato usato a sua insaputa, prima del giorno dell'arresto non sapeva nulla del denaro che è stato trovato nell'abitazione, i soldi non erano suoi né li custodiva».

 

Kaili ha detto di comprendere la decisione di destituirla nonostante basata solo su notizie di stampa. A due settimane dall'arresto, la pensa ancora così?

«Credo che la custodia preventiva alla quale è sottoposta sia sbagliata perché non ci sono gravi indizi di colpevolezza, non era una latitante e non avrebbe potuto cancellare le prove dell'indagine. In ogni caso, la sua posizione è che la rimozione decisa dalla presidente Metsola sia corretta mentre c'è un'indagine in corso».

 

MEME QATARGATE BY MACONDOMEME QATARGATE BY MACONDO

Cosa sapeva dei rapporti tra Giorgi e Panzeri che, per l'accusa, agivano dietro la Ong Fight impunity ? Ritiene di essere la loro vittima?

«Ciò che lei sa è che Panzeri conosceva e collaborava con Giorgi da molti anni. Kaili, però, non era stata mai a conoscenza del grado e del tipo di collaborazione tra loro e per lei sarebbe una dolorosa sorpresa se le accuse nei loro confronti fossero confermate in giudizio».

 

Ha mai votato in Parlamento in base a cosa le hanno chiesto Giorgi o Panzeri?

«Ha sempre votato secondo coscienza, né Panzeri né il padre della sua bambina hanno mai influenzato il suo voto. La creazione di relazioni commerciali con il Qatar è stata una politica centrale dell'Unione europea. L'Europa ha bisogno del gas del Qatar per non rimanere al freddo.

 

banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 6BANCONOTE SEQUESTRATE A PANZERI E EVA KAILI 6

Dopo che il presidente del consiglio europeo Charles Michel ha visitato il Qatar e ha avuto colloqui ai massimi livelli ufficiali, dopo che il presidente Metsola ha incontrato ufficialmente un ministro del Qatar, dopo che Joseph Borrell, rappresentate Ue per gli affari esteri, ha pubblicamente supportato le relazioni commerciali con il Qatar, è ipocrita sostenere che Kaili aveva un'agenda personale con il Qatar.

 

La sola e unica volta che ha votato a favore dell'ingresso senza visto in Europa di chi arriva dal Qatar ha seguito la linea della politica centrale del Parlamento europeo. Il risultato è stato di 70 sì e 30 contrari, quindi il suo voto non ha avuto alcun peso».

 

Quando tornerà in libertà, cosa farà? Resterà in Belgio o tornerà in Grecia?

«In caso sia rilasciata resterà in Belgio e combatterà fino a quando non sarà riconosciuta la sua innocenza».

 

È immaginabile come si senta senza la sua bambina.

«Il suo cuore sta letteralmente sanguinando per la sua bambina di 22 mesi che è sola e che può contare solo sull'anziano nonno».

banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 2BANCONOTE SEQUESTRATE A PANZERI E EVA KAILI 2banconote sequestrate a pier antonio panzeri e eva kaili 1BANCONOTE SEQUESTRATE A PIER ANTONIO PANZERI E EVA KAILI 1eva kaili 2EVA KAILI 2eva kaili 4EVA KAILI 4eva kaili 6EVA KAILI 6eva kaili 3EVA KAILI 3banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 3BANCONOTE SEQUESTRATE A PANZERI E EVA KAILI 3

venerdì 23 dicembre 2022

                                                          EUROPA EUROPA


UN ALTRO PECCATO DI EVA?­ – EVA KAILI AVREBBE FATTO DELLE VACANZE NEGLI STATI UNITI A SPESE DEI CONTRIBUENTI EUROPEI – LA RIVELAZIONE DELLA SUA EX ASSISTENTE SOFIA MANDILARA: L’EX VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO SAREBBE STATA DUE VOLTE IN AMERICA PER MOTIVI PERSONALI A SPESE DEL “CENTRO DI UGUAGLIANZA DI GENERE DI ATENE” (ENTE AL CUI VERTICE, SENZA AUTORIZZAZIONE, EVA HA PIAZZATO LA SORELLA)

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Da “la Stampa”

EVA KAILIEVA KAILI

 

Eva Kaili sarebbe andata negli Stati Uniti per due volte con i soldi del Centro di Uguaglianza di Genere di Atene, finanziato dall'Eurocamera. «Viaggi effettuati solo per scopi personali». È questa l'accusa lanciata da Sofia Mandilara, ex assistente che ha lavorato per l'ex vicepresidente del Parlamento europeo dal 2013 al 2014.

 

Mandilara ha raccontato alle telecamere Mediaset di «non essere rimasta sorpresa» dello scandalo. «Infatti - aggiunge - già nel 2013, pur non essendo autorizzata nominò sua sorella al vertice del di Uguaglianza di Genere di Atene».

eva kaili 6EVA KAILI 6

                                                            EUROPA EUROPA


KAILI CHE ABBAIA, MORDE! – EVA KAILI PUNTA IL DITO CONTRO PANZERI E IL SUO COMPAGNO FRANCESCO GIORGI: “NON SAPEVA DIRE DI NO" - GIORGI AVREBBE ACCETTATO DI TENERE QUEI SOLDI PER "UN OBBLIGO MORALE" VERSO IL SUO EX CAPO PANZERI - IL TARDIVO SCRUPOLO DELL'EX VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO: "IO FORSE AVREI DOVUTO DIRE QUALCOSA PERCHÉ SONO PIÙ ANZIANA” - DEI SOLDI RITROVATI IN CASA DELLA KAILI "SOLO" 150MILA SAREBBERO DEL SUO COMPAGNO...

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G. Gua. per il “Corriere della Sera”

 

MEME QATARGATE BY MACONDOMEME QATARGATE BY MACONDO

La casa della più bella coppia del Parlamento europeo era la cassaforte dove Antonio Panzeri metteva al sicuro la montagna di contanti ricevuti da Qatar e Marocco protetti dall'immunità parlamentare di Eva Kaili.

 

La ex giornalista greca nel signorile appartamento di Bruxelles ci viveva con il compagno Francesco Giorgi prima che entrambi e Panzeri fossero arrestati. Interrogata, Kaili addossa al fondatore di Fight impunity i 600 mila euro in contanti trovati nella valigia che suo padre trasportava «inconsapevolmente» quando fu fermato dalla polizia.

 

Al giudice Michel Claise, dopo l'arresto, la deputata europea greca, come ha rivelato ilfattoquotidiano.it , ha affermato che a casa sua Panzeri anche «prima del Covid aveva lasciato dei soldi e poi è venuto a prenderli. Si fida più di Francesco che del suo appartamento», «penso che sia a causa della mia immunità», afferma. Giorgi faceva da custode «forse anche per il suo boss attuale Andrea Cozzolino (che non risulta indagato, ndr )».

 

FRANCESCO GIORGI EVA KAILIFRANCESCO GIORGI EVA KAILI

Lo avrebbe fatto per «un obbligo morale» verso Panzeri, che lo aveva preso alle sue dipendenze quando era parlamentare europeo, e verso Cozzolino, che gli ha riconfermato l'incarico. Giorgi «non sapeva dire di no, era troppo gentile. Io forse avrei dovuto dire qualcosa perché sono più anziana», ammette, anche perché lei non si fidava di quello che i tre facevano, seppure lei stessa si rivolgesse a Panzeri per avere consigli su come muoversi in politica.

 

Quando la polizia è entrata in casa, Kaili ha telefonato a Panzeri ma, non trovandolo, ha chiesto di lui agli eurodeputati socialisti belgi Marc Tarabella e Maria Arena, i cui nomi sono nelle carte dell'inchiesta ma anche loro non risultano indagati. Non sapevano dove fosse.

 

«Solo» i 150 mila euro trovati nell'appartamento sarebbero stati di Giorgi, che li aveva presi in prestito per comprare la loro nuova casa, dato che non era in buone condizioni economiche. «Il mutuo è a mio nome, io pago per quello e i lavori», precisa Kaili aggiungendo che lui «chiede prestiti ai suoi genitori ogni tanto. Forse anche ad Antonio», ma non esclude che i soldi potessero arrivare da altri. Il giorno prima dell'arresto aveva visto in casa due borse piene di contanti che attribuisce a Panzeri.

EVA KAILIEVA KAILI

 

Quando il giudice Claise le chiede di fare i nomi delle persone che erano intorno a Panzeri, i verbali pubblicati da ilfattoquotidiano.it riportano nomi di parlamentari europei e loro collaboratori di cui la Kaili dice di non sapere se avessero ricevuto regali. Poi lo sfogo con il quale sembra rivendicare la sua innocenza: «Hanno confuso la missione di Panzeri con la mia».

 

Lei si occupava «della liberalizzazione dei visti per l'Ue da alcuni Paesi del Medio Oriente. Il Kuwait, il Qatar e l'Oman erano considerati la priorità, non solo perché sono fornitori di gas, ma anche perché rispettavano le condizioni necessarie più degli altri. Anche la Commissione faceva molta pressione su questo e anche io ero d'accordo» ed in questo periodo erano in corso «discussioni molto intense sui diritti dell'uomo e del lavoro. Io credo che sia per questo che si confondono la missione di Panzeri, orientata sui diritti dell'uomo, e la mia che era orientata sui visti e l'energia».

 

 

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