martedì 6 gennaio 2026

 

donald trump nicolas maduro noriega saddam hussein pinochet

GLI AMERICANI SONO BRAVISSIMI NEL DEPORRE I REGIMI, PESSIMI NEL COSTRUIRE NAZIONI – LO HANNO FATTO BENE CON GERMANIA, ITALIA E GIAPPONE, DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE, QUANDO PRODUCEVANO IL 50% DEL PIL MONDIALE (NEL 2025 HANNO PRODOTTO IL 14%) – POI CI SONO STATI IL BAGNO DI SANGUE IN VIETNAM, LE GUERRE IN AFGHANISTAN E IN IRAQ CON UN VENTENNIO SPESO A “ESPORTARE LA DEMOCRAZIA” PER POI RITROVARSI NUOVAMENTE I TALEBANI A KABUL – ORA TRUMP ANNUNCIA CHE GOVERNERÀ A CARACAS MA IL THINK TANK “RAND” LO DICE CHIARAMENTE: "IN VENEZUELA SERVONO DOLLARI, TEMPO E TRUPPE", COME NEL 1945. A MENO CHE AL TYCOON NON BASTI LASCIARE AL POTERE I CHAVISTI E METTERE LE MANI SUL PETROLIO...

Estratto dell’articolo di Gianni Riotta per "la Repubblica"

 

Robert McNamara

“Ci saremmo dovuti ritirare dal Vietnam nel 1963»: la confessione della prima, dolorosa, sconfitta del "Nation building" americano, costruire democrazie e società in Paesi remoti, è di Robert McNamara, ministro della Difesa per sette anni, record storico.

 

Nella nuova, magnifica, biografia "McNamara at war" (Norton), gli storici Philip e William Taubman ricordano genio e arroganza del ministro di Kennedy e Johnson, consapevole dai dati raccolti via think tank Rand che sarebbe stato impossibile governare il Paese rurale e battere la guerriglia di Hanoi senza consenso popolare, eppure incapace di fermarsi, per hubris e ambizione strategica.

 

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

Il presidente Donald Trump, cogliendo di sorpresa anche i collaboratori, ha dichiarato che Washington "governa" Caracas, dopo l'efficace blitz contro il sanguinario erede di Hugo Chávez, Nicolás Maduro, tradotto in catene a Brooklyn.

 

Quale modello di amministrazione, che "Nation building", seguiranno Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, con il malmostoso vicepresidente JD Vance, assente all'annuncio del raid?

 

I giorni del saggio Harry Truman che guida alla democrazia Germania, Giappone e Italia, sconfitte nel 1945, son lontani, l'America non ha né la borsa, né la cultura per quell'egemonia, allora gli Usa producevano il 50% del Pil mondiale, nel 2025 intorno al 14%, l'impero è mutato.

 

NICOLAS MADURO DOPO LA CATTURA

I successi non sono mancati, malgrado le roboanti critiche dei critici della democrazia, l'ex linguista Chomsky, l'ex spia Snowden, l'ex giornalista Greenwald. La Corea del Sud, assimilata nell'orbita Usa dopo la guerra con Nord Corea e Cina 1950-1953, ha impiegato decenni per una transizione dal regime autoritario alla società aperta, ma il passaggio si è poi realizzato, come per Taiwan, certo più libera di Hong Kong filocinese.

 

Anche Panama, Paese sul Canale restituito dal presidente Carter nel 1977, era dittatura amica degli "yanquis", sotto Manuel Noriega detto "Faccia d'Ananas", uomo forte deposto dal presidente Bush padre nel 1989, durante un processo senza tragedie, capace di liberare il Kuwait da Saddam Hussein nel 1991, con l'egida Onu e il no di Papa Wojtyla, sognando un New World Order liberale.

 

NORIEGA1

Reagan si era accontentato della scorreria a Grenada, isola occupata nel 1983, con il premier marxista Bishop fucilato da castristi estremisti, creando l'immagine di una Normandia sulle spiagge dei Caraibi.

 

Affermare "Adesso il Venezuela lo gestiamo noi", è bella riga in una sceneggiatura da "Una battaglia dopo l'altra", film del regista Anderson, ma il momento arduo del cambio di governo non è il blitz dei commandos, è il giorno dopo. L'America ha rovesciato tanti regimi, Saigon, Santiago, Managua, Rio de Janeiro, e ha sostenuto feroci giunte amiche, vedi Videla in Argentina e Pinochet in Cile, meno efficace invece nel costruire democrazie, dopo il Piano Marshall almeno.

 

Federico Santi, del think tank Eurasia di Ian Bremmer, lascia supporre che questa potrebbe essere dunque la strada di Trump: collaborare a Caracas con la presidente Delcy Rodríguez, lasciando al potere i chavisti duri alla Diosdado Cabello, se collaborano con la compagnia petrolifera Chevron ad ammodernare la produzione di greggio, vendendo montagne di barili a Mosca e Pechino.

 

trump warfare meme sulla cattura di maduro

Ben altre furono le illusioni dei militanti neocon del presidente Bush figlio, occupando l'Afghanistan (2001) e l'Iraq (2003). La banda di maldestri adepti del filosofo Leo Strauss, ora anti-trumpiani arrabbiati, era certa che la democrazia seguisse le baionette, per ritrovarsi con l'acre sconfitta nella "Guerra al terrorismo", 22 anni, la più lunga nella storia Usa […] 4,7 milioni di morti, l'odio di una generazione […]

 

Il generale Lucius Clay, governatore militare a Berlino nel dopoguerra, ripeteva che senza istituzioni, diritti civili, magistrati, stampa, scuole, partiti, non si costruisce democrazia, mentre a Caracas incombono i miliziani violenti dei Colectivos e le gang stile Tren de Aragua. Il presidente Johnson si perse fra le risaie vietnamite, pur di restare fedele all'impegno preso nel 1965, alla Johns Hopkins University: «Ho una promessa da mantenere e lo farò!». […] La vecchia Rand intima "in Venezuela servono dollari, tempo e truppe", come nel 1945 […]

Lucius ClayMEME SULL ARRESTO DI NICOLAS MADUROMEME SUL LOOK DI MADURO DOPO LA CATTURAIL MARCHIO ORIGIN SI FA PUBBLICITA CON MADUROIL LOOK DI MADURO DOPO LA CATTURAMEME SULL ARRESTO DI NICOLAS MADURO


                                                

                                                                 VENEZUELA 2026



donald trump venezuela maduro

ARRESTATO IL DITTATORE MADURO, TRUMP PRENDE IL SUO POSTO  – IL TYCOON FA SAPERE CHE NON CI SARANNO ELEZIONI IN VENEZUELA NEI PROSSIMI TRENTA GIORNI: “CI VORRÀ DEL TEMPO. DOBBIAMO PRIMA RIPORTARE IL PAESE ALLA NORMALITÀ” – VUOLE DECIDERE TUTTO LUI: “SARÒ IO AL COMANDO DEL COINVOLGIMENTO AMERICANO A CARACAS”. E HA INCARICATO IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, DI “GUIDARE IL PROCESSO DI ATTUAZIONE DELLE RIFORME ECONOMICHE E POLITICHE IN VENEZUELA” – CONFERMA CHE DIETRO LA DECISIONE DI NON APPOGGIARE MARIA CORINA MACHADO COME NUOVO LEADER, C'È ANCHE INVIDIA: “NON AVREBBE DOVUTO VINCERE IL NOBEL PER LA PACE” – E NEGA GLI EVIDENTI PROBLEMI CON LA SUA BASE ELETTORALE: “I MAGA ADORANO TUTTO QUELLO CHE FACCIO. IL MOVIMENTO MAGA SONO IO…”

Trump, 'nessuna elezione in Venezuela in 30 giorni, ci vorrà tempo'

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Non ci saranno elezioni in Venezuela nei prossimi 30 giorni: "dobbiamo prima risanare il Paese. Non si possono tenere elezioni, non c'è modo che la gente possa votare".

 

Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Nbc. A chi gli chiedeva se ci fosse la possibilità di votare in 30 giorni, il presidente ha risposto: "No, ci vorrà del tempo. Dobbiamo prima riportare il Paese alla normalità". 

 

Trump, 'io al comando del coinvolgimento Usa in Venezuela'

DONALD TRUMP E MARCO RUBIO

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - "Io". Donald Trump risponde così a chi gli chiedeva chi in definitiva fosse al comando del coinvolgimento americano Venezuela. Trump ha identificato un gruppo di funzionari americani che aiuteranno a supervisionare il coinvolgimento degli Stati Uniti in Venezuela, dal segretario di Stato Marco Rubio al capo del Pentagono Pete Hegseth. "E' un gruppo eterogeneo. Hanno tutti competenze diverse, ognuno nel proprio campo", ha spiegato. 

 

'Trump ha chiesto a Rubio di guidare il processo' di riforma del Venezuela

Maria Corina Machado a oslo

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Il presidente Donald Trump ha chiesto al segretario di Stato americano Marco Rubio "di guidare il processo di attuazione delle riforme economiche e politiche in Venezuela".   

 

Lo ha detto Stephen Miller, consigliere di Trump, sottolineando che gli Stati Uniti ritengono di avere la piena, completa e totale cooperazione dal governo di Caracas. Il tycoon ha chiesto a Rubio, "sotto la stretta guida e direzione del presidente, di guidare questo processo". 

 

Trump, 'gli Usa non sono in guerra con il Venezuela' 

DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Gli Stati Uniti "non sono in guerra" con il Venezuela. Lo ha detto Donald Trump a Nbc, sottolineando che gli Usa sono "in guerra con chi vende droga. Siamo in guerra con chi svuota le proprie prigioni nel nostro Paese, con chi manda i tossicodipendenti e i malati di mente". 

 

Trump, 'Machado non doveva vincere il Nobel'

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Donald Trump smentisce le indiscrezioni del Washington Post, secondo le quali ha scartato l'ipotesi di Maria Corina Machado per guidare il Venezuela perché aveva vinto il premio Nobel, riconoscimento al quale il presidente auspicava. "Non avrebbe dovuto vincerlo. Ma questo non ha nulla a che vedere con la mia decisione", ha osservato Trump. 

 

Trump, 'il movimento Maga adora tutto quello che faccio'

MEME SU TRUMP E IL VENEZUELA

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Il presidente americano Donald Trump si dice sicuro che il popolo Maga non gli volterà le spalle per l'operazione in Venezuela.    "I Maga adorano quello che sto facendo. Adorano tutto quello che faccio. Il movimento Maga sono io e ama tutto ciò che faccio, e anche io amo tutto ciò che faccio", afferma Trump.

 

Il consigliere di Trump, 'gli Usa controllano il Venezuela, rispetterà le richieste'

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Gli Stati Uniti stanno usando il loro controllo sull'economia del Venezuela come leva per garantire che la nuova leadership del Paese sudamericano faccia quello che l'amministrazione Trump chiede.

 

Lo ha detto il consigliere alla Sicurezza nazionale statunitense Stephen Miller a Cnn, sottolineando che Caracas ha bisogno del permesso degli Usa per il commercio e la gestione dell'economia.    Caracas ha offerto privatamente garanzie sul fatto che rispetterà i "termini, le richieste e le condizioni degli Stati Uniti", ha aggiunto Miller. 

 

'Dal petrolio alla droga, le richieste degli Usa a Rodriguez'

Delcy Rodriguez giura da presidente ad interim del venezuela

(ANSA) - NEW YORK, 05 GEN - Gli Stati Uniti hanno chiesto a Delcy Rodriguez di attendersi da lei almeno tre azioni: l'intensificazione della lotta alla droga; l'espulsione di agenti iraniani, cubani e ostili a Washington; e l'interruzione della vendita di petrolio ai rivali degli Usa.

 

Lo riporta Politico citando alcune fonti dell'amministrazione, secondo le quali Washington si aspetta inoltre che Rodriguez faciliti lo svolgimento di elezioni libere e si faccia da parte. Le scadenze per esaudire le richieste americane sono flessibili.

 

 

 

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

lunedì 5 gennaio 2026

 

stefano delle chiaie giovanni falcone strage di capaci

CHI HA VOLUTO LE STRAGI DI CAPACI E VIA D’AMELIO? IL GIP DEL TRIBUNALE DI CALTANISSETTA DISPONE NUOVE INDAGINI SUI MANDANTI ESTERNI DEGLI ATTENTATI IN CUI VENNERO UCCISI GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO: I PM AVEVANO CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE, MA CI SAREBBE NUOVO MATERIALE SUI COLLOQUI CHE ALBERTO LO CICERO, AUTISTA DEL BOSS PALERMITANO MARIA TULLIO TROIA, HA AVUTO POCO PRIMA DI MORIRE NEL 2007, CON L'ALLORA PM DELLA PROCURA NAZIONALE ANTIMAFIA, GIANFRANCO DONADIO. NELL’AUDIO INEDITO MANDATO IN ONDA DA “REPORT”, LO CICERO “RIACCENDE” LA PISTA NERA, PARLANDO DI UN RUOLO DI STEFANO DELLE CHIAIE NELLA STRAGE DI CAPACI E… - VIDEO

VIDEO: "REPORT" SULLA PISTA NERA NELLE STRAGI DI CAPACI E DI VIA D'AMELIO

https://www.raiplay.it/video/2025/12/Report---Puntata-del-04012026-555b0545-08e3-4eaa-a566-7b883c49989c.html

 

1. STRAGI MAFIA: GIP DISPONE NUOVE INDAGINI SU MANDANTI ESTERNI

giovanni falcone paolo borsellino

(AGI) - Nuove indagini sono state disposto dal Gip del tribunale di Caltanissetta Graziella Luparello nell'ambito del fascicolo sui mandanti esterni delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Una indagine nata prima del Covid-19, nel 2022 la richiesta di nuove indagini dopo la richiesta di archiviazione.

 

Adesso vi sarebbero nuove indicazioni investigative e l'acquisizione dei colloqui investigativi che Alberto Lo Cicero, autista del boss palermitano Maria Tullio Troia, ha avuto nel 2007, poco prima di morire, con l'allora pm della procura nazionale antimafia Gianfranco Donadio. Una delle registrazioni e' andata perduta perche' il registratore non ha funzionato.  

strage di capaci

 

A opporsi alla richiesta di archiviazione e' stato l'avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino. Il fratello del giudice su Facebook in merito all'indagine sulla pista nera ha scritto: "A fronte di quanto ascoltato nella puntata di Report, per quanto portato avanti dalla Procura di Caltanissetta non si puo' piu' parlare di depistaggio ma di vero e proprio occultamento delle prove.

 

giovanni falcone paolo borsellino

E la deposizione del Procuratore De Luca alla Commissione Parlamentare Antimafia, non secretata, si configura come un atto pubblico di sottomissione ai voleri del Governo di eliminare e nascondere la partecipazione dell'eversione di destra alle stragi di Capaci e di Via D'Amelio".

 

Il riferimento e' alla puntata di Report sull'indagine della pista nera sulle stragi del '92 in Sicilia.

 

L'ex pm antimafia Donadio e' stato sentito nelle scorse settimane dal tribunale di Caltanissetta dinnanzi al quale si celebra il processo per depistaggio a carico di Maria Romeo, compagna di Alberto Lo Cicero e sorella di Domenico, storico autista dell'avvocato romano Stefano Menicacci e legale del terrorista nero Stefano Delle Chiaie.

strage via d'amelio

 

Durante il processo era stata chiesta dai difensori la trascrizione dei colloqui investigativi di Lo Cicero con Donadio ma la procura nazionale antimafia ha messo il veto anche perche' i colloqui investigativi non possono essere utilizzati in fase processuale.

 

2. LEGALE DI BORSELLINO DIFFIDA I PM “FATE LE INDAGINI SUI MANDANTI”

Estratto dell’articolo di Marco Lillo per “il Fatto quotidiano”

 

stefano delle chiaie

Scontro durissimo tra il procuratore e il gip di Caltanisetta sull’indagine sui ‘mandanti esterni’ delle stragi del 1992. E ora entra in campo l’avvocato Fabio Repici, difensore della parte offesa Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ha presentato il 2 gennaio scorso una diffida nella quale svela che la gip Graziana Luparello ha rigettato la richiesta di archiviazione dei pm e ordinato attività di indagine che “per una parte consiste in ‘attività a sorpresa’, per ciò solo connotata da straordinaria urgenza (...).

 

La Gip ha espressamente soprasseduto alla comunicazione del provvedimento (...) a tutela della proficua esecuzione di tale ‘attività a sorpresa’”. E la Procura come ha risposto?

Non ha eseguito e ha chiesto alla Cassazione di annullare l’atto del gip perché “abnorme”.

giovanni falcone paolo borsellino

 

[…] nel luglio scorso su richiesta dell’avvocato Repici che deposita una nota del giugno 1992 dalla quale si evince che Borsellino si fosse interessato al collaboratore Alberto Lo Cicero. La mossa punta a rimettere al centro la pista nera perché Lo Cicero è proprio quel collaboratore al quale Report ha dedicato una serie di puntate dal 2022 fino a ieri, con il servizio di Paolo Mondani che propone un vero scoop: l’audio del colloquio investigativo del 2007 con il viceprocuratore nazionale antimafia Gianfranco Donadio.

 

In quel colloquio Lo Cicero parla di un ruolo di Delle Chiaie (mai indagato e morto nel 2019) nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992.

 

[…]

La trasmissione da parte di Report dell’audio inedito del colloquio investigativo del collaboratore […]. Cinque mesi prima di morire, il 5 giugno del 2007, Lo Cicero parla di Delle Chiaie, dei suoi rapporti con il boss Mariano Tullio Troia e del suo presunto ruolo nella strage di Capaci (non fu mai indagato per questo) in un colloquio investigativo, inutilizzabile processualmente, con l’allora pm della Direzione Nazionale Antimafia Gianfranco Donadio.

Ecco la trascrizione del brano trasmesso ieri.

 

strage capaci

Donadio (D): Era Troia che andava da Stefano Delle Chiaie?

Lo Cicero (L): no... era... all'incontrario... (...) Stefano Delle Chiaie andava da Troia...

D: Allora, che cosa diceva questo Stefano Delle Chiaie delle stragi.

 

L: che cosa diceva delle stragi?

Io penso che... direttamente la mano viene da lui, è venuta da lui...

D: Era lui che ci mise nella testa a Cosa Nostra la storia delle stragi…L: sì... gli ho detto pure, se lei si ricorda, che io ho visto la macchina bleu. E io l'ho vista più di una volta là...

 

D: a Capaci?

L: là dove c'è stata la strage...

paolo borsellino giuseppe ayala giovanni falcone

D: ah, sull'autostrada, diciamo...

L: no, no, sul posto... che c'era pure quella persona che dice lei dentro la macchina...

 

D: Delle Chiaie?

L: si...

 

D: ah, cioè Delle Chiaie andò a vedere mentre mettevano la roba?

L: no, il posto è andato a guardare...

 

D: ma lei lo vide nella macchina a Delle Chiaie?

L: erano in tre.

D: e quanto tempo ci hanno messo per fare questo scavo insomma, per mettere questa roba...

L: no, perché lo scavo già c'era...

 

D: c'era un cunicolo, è vero?

giovanni falcone paolo borsellino

Quello un coso che passava sotto.

L: era pulito già.

 

D: quindi il discorso di Capaci fu portato da Delle Chiaie? Il discorso di fare l'attentatuni?

L: parliamo che fu portato di politica...

 

D: all'ultimo pezzo lo ha fatto Delle Chiaie?

L: all'ultimo pezzo, sì.

[...]

paolo borsellino strage via d amelioREPORT - SERVIZIO SU STEFANO DELLE CHIAIE E LA STRAGE DI CAPACIStefano Delle Chiaiepaolo borsellino