mercoledì 12 novembre 2025

 

garante della privacy sigfrido ranucci

I QUATTRO CONSIGLIERI DEL GARANTE DELLA PRIVACY NON HANNO INTENZIONE DI MOLLARE LA POLTRONA, NONOSTANTE SIANO FINITI NELLA BUFERA DOPO LE INCHIESTE DI “REPORT”, CHE HANNO DOCUMENTATO CONFLITTI DI INTERESSE, SPESE PAZZE E COMMISTIONI CON LA POLITICA – IL PRESIDENTE DELL'AUTORITÀ, PASQUALE STANZIONE, INDICATO A SUO TEMPO DAL PD, SI È PRESENTATO SPAVALDO AL TG1: “IL COLLEGIO NON PRESENTERÀ LE PROPRIE DIMISSIONI, LE ACCUSE SONO TOTALMENTE INFONDATE” – L'OPPOSIZIONE INSORGE MA, PER LEGGE, LE NOMINE DELL’AUTORITÀ NON POSSONO ESSERE REVOCATE – EMERGE UN NUOVO CASO: L'ASL DELL’AQUILA NEL 2023 SUBÌ UN ATTACCO HACKER MA NON FU MULTATA, NONOSTANTE LA VIOLAZIONE DI DATI DEI PAZIENTI, DOPO CHE SI ERA AFFIDATA ALLO STUDIO LEGALE FONDATO DA GUIDO SCORZA, MEMBRO DEL COLLEGIO DEL GARANTE, PAGANDO 130MILA EURO



LA TRINCEA DEL GARANTE "NON CI DIMETTIAMO POLITICI NON CREDIBILI"

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

pasquale stanzione al tg1

Non hanno alcuna intenzione di fare le valigie, i quattro consiglieri della Privacy finiti nella bufera dopo le inchieste di Report, implacabile nel documentare conflitti di interesse, spese pazze e imbarazzanti commistioni con la politica.

 

In Parlamento gliel'hanno chiesto praticamente tutti: le opposizioni per prime, poi anche il principale partito di governo, Fratelli d'Italia, che all'inizio aveva nicchiato, salvo poi aprire alla proposta di azzerare l'intera squadra del Garante, divenuta impossibile da difendere.

 

inchiesta di report sul garante della privacy 6

[...] Guido Scorza, eletto in quota 5S, già a Repubblica aveva dichiarato la sua disponibilità al passo indietro e ieri pomeriggio lo aveva ribadito in tv. A sera, però, il presidente dell'Autorità, Pasquale Stanzione, compare al Tg1 ed esclude qualsivoglia tentazione: «Il collegio non presenterà le proprie dimissioni, le accuse sono totalmente infondate», protesta. «Quando la politica grida allo scioglimento o alle dimissioni dell'Autorità non è più credibile».

 

L'ex prof universitario, indicato a suo tempo dal Pd, sa bene di avere la legge dalla sua: una volta designati dalle Camere, i membri delle autorithy — sulla carta indipendenti — sono blindati, nessuno li può revocare. Neanche per indegnità.

 

i componenti del garante della privacy - Agostino Ghiglia - Ginevra Cerrina Feroni - Pasquale Stanzione - Guido Scorza

Tant'è che il partito di Elly Schlein sta già meditando di proporre una modifica alle regole per scongiurare altri casi simili. Basterebbe poco: introdurre «un quorum dei tre quinti del Parlamento», suggerisce Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare dem, per rendere più imparziale, e meno lottizzata, la selezione dei consiglieri. Ma FdI è contrario: «Quando il Pd era in maggioranza non è venuto in mente a nessuno», attacca Lucio Malan.

 

[...]  È quanto accaduto l'ultima volta a dimostrare che il sistema, così com'è, non funziona: nel 2020, quando c'era il governo giallorosso, «i due componenti dell'attuale Privacy eletti al Senato, Ghiglia e Stanzione, ottennero appena 123 e 121 voti, cioè un consenso di meno del 40% degli aventi diritto. Alla Camera, Scorza e Cerrina Feroni passarono con il 33 e il 37% dei voti».

 

Agostino Ghiglia membro del Garante della Privacy entra nella sede di Fratelli d Italia

Tutti figli di una spartizione politica. Lo ribadisce Sigfrido Ranucci: «Giorgia Meloni non può dire che il Garante non sia cosa sua perché stava all'opposizione. Hanno creato un mostro e ora non riescono neppure a mandarli a casa».

 

Ma Stanzione, cui la Rai riserva l'apertura del Tg1, è spavaldo: «La narrazione di un Garante subalterno alla maggioranza di governo è una mistificazione che mira a delegittimarne l'azione, specie quando le decisioni sono sgradite o scomode», spiega. «Il Garante assume decisioni talvolta contrarie, talvolta favorevoli al governo, è questa la vicenda dell'autonomia», rivendica.

 

[...]

inchiesta di report sul garante della privacy 2

 

Il passo indietro può arrivare solo per scelta dei diretti interessati. «L'unica ipotesi — spiega ricorda il giurista, già presidente Rai, Roberto Zaccaria — è che la maggioranza dei componenti, quindi tre su quattro, si dimetta. Altre non ne vedo». Una situazione paradossale per Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del Pd: «Abbiamo la possibilità di far dimettere il capo dello Stato, ma non il collegio del Garante della privacy». Davvero sconfortante.

 

L'ASL GRAZIATA DOPO L'ATTACCO HACKER PAGÒ 130MILA EURO ALL'EX STUDIO DI SCORZA

Estratto dell’articolo di Federico Gottardo per “la Repubblica”

 

guido scorza

Gli hacker violano la banca dati dell'Asl, che per questo rischia una multa record dal Garante della privacy. E a quale studio legale si rivolge l'azienda sanitaria per difendere la sua posizione, investendo 130mila euro? A quello fondato da Guido Scorza, uno dei membri del collegio del Garante, studio dove lavorano ancora sua moglie e un altro avvocato vicino al presidente Pasquale Stanzione.

 

Risultato, l'Asl riceve solo un ammonimento perché «ha cooperato ben oltre l'obbligo di legge». A far emergere la vicenda è un altro legale, l'avvocato Simone Liprandi, che lo ha segnalato anche ad Anac e Corte dei Conti. L'accusa è di aver violato la norma sul conflitto d'interessi [...]

 

inchiesta di report sul garante della privacy 4

Anche perché non si tratta dell'unico episodio, come dimostra la vicenda, già raccontata da Repubblica, di Agostino Ghiglia e di un'azienda sanitaria della provincia di Torino: in un'intercettazione, la dirigente indagata parla della «multa da 5.000 euro» dell'authority e aggiunge di volerne parlare con «mio cugino Ago», membro del Garante. Il quale sulla decisione non si astiene.

 

Cambia l'Asl e cambiano le parentele ma ora spunta un caso simile per l'azienda sanitaria de L'Aquila. A maggio 2023 un attacco hacker svela i dati sanitari di 6.800 pazienti, per un totale di 389 gigabyte distribuiti nel "dark web". Una violazione della privacy di enormi proporzioni, per cui partono indagini e reclami al Garante: per questo l'Asl spende 5.000 euro per un legale, poi altri 130.000 per lo studio E-Lex di Roma, specializzato in diritto dell'informatica e privacy.

 

guido scorza 2

L'avvocato Liprandi parla di «duplice spesa non giustificata» e, nella sua segnalazione ad Anac e Corte dei Conti, aggiunge: «E-Lex vanta una particolare vicinanza con due dei quattro membri del collegio». Perché l'avvocato Ernesto Belisario, che ha firmato l'offerta all'Asl, ha fondato lo studio legale insieme a Scorza, che a questo giornale ha detto di aver interrotto ogni rapporto quando è stato eletto al Garante.

 

Ma Liprandi sostiene che avrebbe partecipato a eventi organizzati dagli ex colleghi anche in tempi recenti. Inoltre è il marito dell'avvocato Maria Grazia Capolupo, che in E-Lex è responsabile del contenzioso civile. [...]

 

PASQUALE STANZIONE - FOTO LAPRESSE

Un altro socio fondatore dello studio, l'avvocato Giovanni Maria Riccio, è allievo della scuola di dottorato all'Università di Salerno coordinata dal professor Pasquale Stanzione, presidente del collegio del Garante, e dalla moglie, la professoressa Gabriella Autorino. E anche altri funzionari dell'autorità risultano appartenere alla stessa «famiglia accademica».

 

[...] Scorza sostiene di essersi astenuto quando ha scoperto che l'Asl abruzzese era difesa dallo studio "amico", anche se non risulta dal provvedimento: «Gli uffici avevano proposto una sanzione di 5.000 euro e il collegio, all'unanimità, ha deciso di ammonire il titolare del trattamento anziché infliggere una sanzione poco più che simbolica. Non solo il conflitto di interessi non c'è stato perché non ho partecipato al voto ma non sarebbe stato determinante neppure se avessi partecipato».

pasquale stanzione al tg1

lunedì 10 novembre 2025

                                                                  LA GIUSTIZIA



nicola gratteri carlo nordio alfredo mantovano

“IL GOVERNO NON VUOLE SEPARARE LA MAGISTRATURA, MA SOLO CONTROLLARLA” – IL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI, NICOLA GRATTERI, STRONCA LA RIFORMA NORDIO: “LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE È IL PRIMO STEP DI UN PERCORSO CHE VEDRÀ COME SUCCESSIVO LA SOTTOPOSIZIONE DEL PM ALL’ESECUTIVO. SARÀ IL GOVERNO A STABILIRE QUALI REATI PERSEGUIRE E A QUALI CONDIZIONI DANDO LE DIRETTIVE AL PM” – LA RISPOSTA AL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO, SECONDO CUI I GIUDICI HANNO “PIENI POTERI”: “MANIFESTA SOLO INSOFFERENZA AL CONTROLLO DI LEGALITÀ, CON L’OBIETTIVO DI..."

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

nicola gratteri carlo nordio

Procuratore Gratteri, il ministro Nordio dice che l’Anm non vuole la riforma perché «nessun tacchino si candida al pranzo di Natale». Lei, che con l’Anm è stato duro, perché non la vuole?

 

«Al di là della metafora che lascia comprendere parecchie cose, va detto che con affermazioni di questo tipo si vuole far credere che i magistrati e l’Anm siano contrari per interessi propri, ma non è così. Per noi, è bene chiarirlo una volta per tutte, non cambia nulla.

 

Ciò che invece cambia, in peggio, è il servizio giustizia per i cittadini. E ciò perché la separazione è il primo step di un percorso che vedrà come successivo la sottoposizione del pm all’esecutivo. Sarà il governo a stabilire quali reati perseguire e a quali condizioni dando le direttive al pm. Continuerò a spendermi fino alla fine per fare capire ai cittadini quanto è importante andare a votare e quanto è importante votare no. Spero lo facciano in tanti».

 

[…]

 

nicola gratteri a otto e mezzo

Era favorevole al sorteggio.

«In questo momento passa in secondo piano. Ora bisogna difendere la Costituzione. Il quesito è unico, ed è necessario rispondervi No».

 

Nordio dice a Schlein che la riforma «servirà» anche a loro.

«Con questa riforma costituzionale non si vuole separare la magistratura, si vuole controllare la magistratura. Fare in modo che sarà chi di volta in volta sarà al governo, a “dettare l’agenda”. Ma è accettabile una cosa del genere? È accettabile per i cittadini avere un sistema che non persegue chi commette i reati, ma solo chi, a seconda di chi è al governo, «servirà», utilizzando le sue parole perseguire?».

 

alfredo mantovano carlo nordio - foto lapresse

Ma anche Pinelli (Csm) dice che c’è un «riassetto degli equilibri di potere». È così?

«Mi pare che entrambe le posizioni confermino il vero obiettivo: “riposizionare” il pm per poi metterlo alle dipendenze dell’esecutivo, incidendo anche sull’obbligatorietà dell’azione penale. Mentre è del tutto irrilevante ai fini della riduzione dei tempi dei processi, che è l’esigenza fondamentale della gente».

 

Il centrodestra dice che nel testo non c’è, servirebbe un’altra norma costituzionale.

«Non è così. Il nostro assetto ordinamentale, elaborato dai padri costituenti, è considerato un modello, perché garantisce in toto la separazione dei poteri. Pensiamo sia migliore il sistema Usa, dove il pm è espressione del potere politico e persegue solo ciò che il governo di turno gli indica? I fautori della riforma dicono che in quasi tutte le democrazie, europee e non, c’è la separazione delle carriere, ma non completano il discorso: in quei Paesi il pm dipende dall’esecutivo».

 

nicola gratteri

Perché dice che il pm perderà la cultura della giurisdizione, così da giustificare il controllo del governo?

«Abbiamo bisogno di un pm all’interno delle giurisdizioni. La riforma è pericolosa sotto diversi punti di vista. Allontana il pm dalla giurisdizione, equiparandolo a una parte privata. Compito del pm non è risolvere un caso a tutti i costi, ma cercare di arrivare alla verità, anche indagando a favore del sospettato, proprio perché a differenza degli altri attori processuali, non deve tutelare interessi di parte».

 

Mantovano dice che i «pieni poteri» li hanno i giudici.

«Tutto ciò manifesta solo insofferenza al controllo di legalità, con l’obiettivo di attenuare e ridisegnare i confini di garanzia dati dalla separazione dei poteri, che invece è sacrosanta e non va toccata».

 

FABIO PINELLI, VICEPRESIDENTE DEL CSM, E CARLO NORDIO

Per l’efficienza il ministro rivendica di colmare gli organici. Cos’altro urge?

«[...] Serve accorpare i piccoli tribunali, e invece ne stanno riaprendo. Ridurre il numero dei magistrati fuori ruolo, e sempre di più ve ne vengono collocati. Stabilizzare gli addetti all’ufficio del processo (circa dodicimila), mentre ancora nessuna risposta è stata data. Fare concorsi per gli amministrativi. Investire in modo razionale nell’informatica, mentre a oggi decine di uffici, tra cui il mio, non ha scorte informatiche.

Quindi se si rompe un pc o una stampante non possiamo sostituirli».

 

nicola gratteri a otto e mezzoALFREDO MANTOVANO E CARLO NORDIO - INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO FORENSE

 

report garante della privacy

PUNTATA BOMBA DI "REPORT"! – L’INCHIESTA DELLA TRASMISSIONE DI SIGFRIDO RANUCCI SUL GARANTE DELLA PRIVACY SI ALLARGA: LO SCANDALO NON RIGUARDA SOLO FRATELLI D’ITALIA CON AGOSTINO GHIGLIA, CHE “ANDAVA DA ARIANNA MELONI".  ANCHE GLI ALTRI MEMBRI DELL’AUTHORITY SONO IMPELAGATI CON ENORMI CONFLITTI DI INTERESSE: IL PRESIDENTE, PASQUALE STANZIONE, IN QUOTA PD, E PURE GUIDO SCORZA, ELETTO DAI CINQUE STELLE, CHE SI SAREBBE PRONUNCIATO SU ATTIVITÀ IN CUI ERA STATO COINVOLTO DA AVVOCATO – I RAPPORTI DI STANZIONE CON SANGIULIANO, LE TRASFERTE IN BUSINESS CLASS CON HOTEL A CINQUE STELLE, PARRUCCO E CARNE DAL MACELLAIO COMPRATA A SPESE DEI CONTRIBUENTI – CILIEGINA SULLA TORTA, LA FACCIA DELLA COLOSIMO, SPUTTANATA COL BUSTO DEL DUCE E PAMELA PERRICCIOLO, L’EX AGENTE DI PAMELA PRATI “MENTE” DEL CASO MARK CALTAGIRONE -  IL PD DOVREBBE CHIEDERE LE DIMISSIONI DI STANZIONE. ELLY SCHLEIN SAREBBE FAVOREVOLE

 

 

 

 

sigfrido ranucci report 5

GARANTE DI CHI? – L’INCHIESTA DI “REPORT” SUL GARANTE DELLA PRIVACY

https://www.raiplay.it/video/2025/11/Garante-di-chi---Report-09112025-5ba2539b-899f-40bc-bed8-a5e0e0cb8f2b.html

 

 

SPESE, GREEN PASS E SANZIONI REPORT ALL’ATTACCO DEL GARANTE

Estratto dell’articolo di Antonella Baccaro per il “Corriere della sera”

 

inchiesta di report sul garante della privacy 6

Report torna all’attacco del Garante della privacy. Nella puntata, andata in onda ieri sera, se ne mette in dubbio l’indipendenza, spiegando, tra l’altro, i rapporti tra il presidente del Garante della privacy, Pasquale Stanzione, salernitano, l’ex ministro Gennaro Sangiuliano (a tutela del quale è stata comminata la sanzione a Report) e Salvatore Sica, fratello di Silverio, legale dello stesso Sangiuliano.

 

Il collegamento tra loro, osserva Report, sarebbe l’Università di Salerno, presso cui sono docenti Stanzione e Salvatore Sica, e la sua scuola di giornalismo, diretta, fino alla chiusura, da Sangiuliano. Questa familiarità, secondo Report, avrebbe dovuto indurre Stanzione ad astenersi sul caso Sangiuliano.

 

inchiesta di report sul garante della privacy 4

Quanto a Ginevra Cerrini Feroni, vicepresidente di nomina leghista, la puntata si intrattiene sulle spese ingenti di una trasferta a Tokio, fatta in business class, richiesta espressamente, anche in altre trasferte, da lei come da Ghiglia.

 

In varie note spese comparirebbero hotel cinque stelle, ristoranti costosi, lavanderie e servizi di parrucco e persino la carne acquistata dal presidente in una famosa macelleria di Roma.

 

FOTO DEL 2015 - PAMELA PERRICCIOLO E CHIARA COLOSIMO CON IL BUSTO DEL DUCE

Anche sul quarto membro del Collegio, Guido Scorza, di nomina M5S, si avanzano dubbi di conflitti d’interesse su alcune pronunce che lo avrebbero coinvolto per la sua precedente attività di avvocato e sui quali Scorza dice di essersi astenuto.

 

E si arriva al caso del green pass ai tempi del Covid, nel 2021, su cui il Garante molto critico avanzò alla fine un ammonimento per profili non in linea con le norme sulla privacy.

 

Una posizione che Ghiglia, secondo Report, avrebbe anticipato a Giorgia Meloni, allora leader dell’opposizione e contraria al green pass, permettendole di commentare trionfante quel provvedimento in tempo reale.

 

ginevra cerrina feroni luciano bozzo e gennaro sangiuliano

Ranucci si sofferma sul fatto che gli stipendi dei membri del collegio, furono portati a 240 mila euro, grazie a una norma infilata in un decreto dal governo Draghi […].

 

 […]Nella puntata si parla anche della presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, e dei suoi rapporti con lo zio, vicino a ambienti eversivi di destra, coinvolti in stragi.

 

E di una foto in cui è ritratta con un busto di Benito Mussolini e la manager dello spettacolo Pamela Pellicciolo, sotto la frase “Stiamo lavorando con nonno Benito per creare il nostro angolo di relax”. Una foto del 2015, quando Colosimo era già stata consigliera regionale di FdI e era stata candidata alla Camera. «Ho fatto una stronzata» commenta Colosimo […]

 

chiara colosimo report

 

 

SCORZA "GARANZIE A RISCHIO PRONTO AL PASSO INDIETRO DALLA GIUNTA DELLA PRIVACY"

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

Guido Scorza è uno dei quattro componenti del collegio del Garante della privacy: nominato dal Parlamento, in quota cinque stelle, quasi cinque anni fa […]. «Vediamo cosa succederà nelle prossime ore» dice a Repubblica.

 

In che senso, avvocato? Sta pensando alle dimissioni?

«Quella di un mio passo indietro è stata una riflessione che ha preceduto qualsiasi altra. La scelta, per ora, è stata quella di restare. Gettare la spugna mi dispiacerebbe e la vivrei come una sconfitta ma, naturalmente, è un'opzione che lascio sul tavolo e che farei mia se mi rendessi conto che è utile al bene dell'Autorità e di un diritto tanto fragile quanto importante come la privacy».

 

inchiesta di report sul garante della privacy 3

Lei è stato per anni socio di uno studio che spesso ha presentato cause al Garante sulle quali lei si è espresso come giudice. Non ritiene si sia trattato di un conflitto di interesse?

«Onestamente no. Ma credo sia giusto che me lo domandiate. Le vicende nelle quali possono essersi presentate ipotesi di potenziale conflitto, ovvero quelle nelle quali il collegio si è pronunciato su clienti del mio ex studio, sono state pochissime: una decina su duemilaseicento provvedimenti.

 

 

 

 

guido scorza

Ogni volta che ho avuto conoscenza o anche solo il sospetto, mi sono astenuto dalla decisione o non ho partecipato alla discussione e al voto. Ci sono state occasioni – inferiori al numero di dita di una mano – nelle quali non ho avuto né conoscenza né sentore, perché non risultava dagli atti. In questi casi ho partecipato alla decisione ma tutte sono state assunte all'unanimità, quindi il mio voto è stato ininfluente».

 

Che rapporti ha con il suo vecchio studio?

«Nessuno. Dopo la mia elezione al Garante ho esercitato il recesso dall'associazione. Nello studio, come raccontato dalle recenti inchieste, lavora mia moglie, ma ci lavora da quando è nato, quindi da quindici anni, e non è socia: non partecipa in alcun modo agli utili. E non si è mai occupata di privacy».

chiara colosimo e il viaggio della memoria a scuola report

 

Ritiene siate indipendenti o il sistema di nomina del collegio è un meccanismo da rivedere?

«Sono stato eletto dal Parlamento, come i miei colleghi, secondo quanto previsto dalla legge. Dubitare dell'indipendenza di componenti di un'autorità amministrativa per questo, francamente, mi sembra azzardato.

 

Quello che posso dire con assoluta serenità è che in cinque anni e mezzo non ho mai ricevuto una sola telefonata, un solo messaggio, una sola sollecitazione o richiesta di qualsiasi genere da rappresentanti o esponenti politici in relazione a procedimenti pendenti davanti all'Autorità». […]

ginevra cerrina feroni

inchiesta di report sul garante della privacy 2agostino ghiglia inchiesta di report sul garante della privacy 1chiara colosimo report 2chiara colosimo report 2SIGFRIDO RANUCCI - CHIARA COLOSIMO FOTO LAPRESSEchiara colosimo report

sabato 8 novembre 2025

                                                          

maranza

"LA NOTTE A MILANO SI BALLA, SI LITIGA E SI PIPPA" - UNA EX "MARANZINA" 16ENNE DI ORIGINI MAROCCHINE, ORA IN COMUNITA' DOPO AVER ACCOLTELLATO UNA SUA COMPAGNA, RACCONTA LE NOTTI DI SBALLO E DEGRADO IN CITTA': "QUALCUNO TENTA LO SCIPPO. ALTRI SI INFILANO NEI BAGNI DELLA STAZIONE PER FARSI. L'HASHISH LO FUMI PER COMINCIARE. POI PRENDI LA 'LYRICA' (UN ANTIEPILETTICO), CHE TI CALMA. QUELLO CHE PREFERIVO? IL 'RIVOTRIL' (UN ANTIDEPRESSIVO): LO SNIFFI O LO PRENDI CON L’ALCOL. SI VA ALLA STAZIONE CENTRALE, SUI NAVIGLI O IN CORSO COMO PER CONTINUARE CON GLI 'AFTER', FINCHÉ NON SAI PIÙ NEMMENO DOVE SEI" - "COME PAGO? SPESSO COL CORPO IN UNA MACCHINA CON I VETRI NERI O NEI VICOLI"

Estratto dell'articolo di Allegra Ferrante per www.corriere.it

 

MARANZA 45

Per mesi è stata una presenza fissa nelle notti di Garibaldi e Centrale: una maranzina doc. Droghe a portata di mano, alcol economico rubato nei market, scambi con gli spacciatori. E autolesionismo come rito di liberazione. Alle otto del mattino, nel cortile di una scuola dell’hinterland, una lite, un coltello da cucina nello zaino tarocco, un colpo al fianco della compagna di classe.

 

La Procura dei minori apre un fascicolo, i servizi sociali la prendono in carico, viene collocata in comunità. Ha sedici anni, extension sintetiche ai capelli, le mani che tremano quando accende una sigaretta. […]

 

Che cosa è successo quella sera?

«Non lo so nemmeno io. Avevo dormito due ore. Ero stanca, fatta. “Ecco la tossica di Garibaldi”, mi ha detto. Quando ho visto il sangue sul pavimento, non ho sentito niente. Né paura, né colpa. Ridevo senza sapere perché».

milano maranza

 

Che cos’è Garibaldi?

«Una casa storta. Ci arrivavo in treno con le amiche. All’inizio ti sembra divertente: le luci, la musica, le rapine. Ti senti dentro una cosa grande. Ma è un mercato: chi offre, chi compra, chi guarda.

 

Ti passa accanto un tipo con lo zaino pieno di pasticche, un altro ti afferra per la schiena, anche se dici no. Il mio ex mi chiedeva di nascondergli la lama in borsa. Le ragazze servono a qualcosa, sempre. E quando non funzioni più, sparisci».

 

Come si trascorrono le serate?

milano maranza

«Sempre in mezzo allo stesso odore: zucchero bruciato. Ci si trova al Mc Donald’s della stazione. Si fa la conta delle guardie (i militari che sorvegliano la zona, ndr). Videochiamate al Beccaria. Ogni tanto vai su, in Gae Aulenti: si balla, si litiga, si pippa. Qualcuno tenta lo scippo: telefonini sfilati di mano, portafogli strappati dalle tasche. Altri si infilano nei bagni della stazione per farsi. Verso le due si cambia zona: Centrale, Navigli, Corso Como. Lì continuano gli after, finché non sai più nemmeno dove sei».

 

Quali droghe girano?

«Il “menu base” è fumo, polvere e antidepressivi. Lo zatla (hashish, ndr), lo fumi per cominciare. Poi arriva la Lyrica (farmaco antiepilettico, ndr), che ti calma. Quello che preferivo era il Rivotril (benzodiazepina, ndr): lo sniffi o lo prendi con l’alcol.

 

milano maranza

Ti sballa forte e dormi due giorni. E poi c’è il crack. Lo cucinano lì: cucchiaino, accendino, bicarbonato, cocaina. Una boccata e il cervello che brucia. Ti svegli sudata, tachicardia, e vuoi rifarlo. “Meglio questo che il vuoto”, pensavo».

 

Con che soldi si compra?

«A volte con i contanti scuciti prima, più spesso col corpo. Ti dicono “Poi mi ripaghi”, e lo capisci da sola cosa vuol dire. Dietro la stazione, in una macchina con i vetri neri o nei vicoli di via Tocqueville. Una dose, dieci minuti, quaranta euro. O nei bar di Porta Venezia: le nuv (le ragazze nuove tra i maranza, ndr) vanno per la maggiore: adescate con un “Stai tranquilla, ti proteggo io”. Sei carne in mezzo a predatori».

 

Come si regge?

«Ti fai per non pensare, bevi per restare in piedi, ma non basta mai. Mi tagliavo caviglie, braccia, pancia. Chiudevo gli occhi e avevo incubi: mani ovunque, urla, il mio respiro corto. Dovevo punirmi. Mi aiutava a respirare, a sentire qualcosa. “Scollata”, dice la mia educatrice».

 

Perché ci si arriva?

notti milano con l'incubo maranza

«Nasci dentro il casino. “Sei cattiva come lui” è la frase che mia madre ripeteva. Mio padre? Non l’ho mai conosciuto davvero: sapevo soltanto che stava in galera. Dicevano che fosse bello e pericoloso; una volta, prima che lo arrestassero, le aveva rotto due costole e le aveva spaccato un piatto in testa.

 

La mama (mia madre, in marocchino, ndr) lavorava fino a tardi, cuciva di notte, poi tornava a casa con gli occhi gonfi e non parlava. Io scappavo, uscivo e non tornavo. Pensavo che fosse tutta colpa mia». […]

 

sigfrido ranucci agostino ghiglia occhiali meta

GUERRA APERTA TRA “REPORT” E IL GARANTE DELLA PRIVACY CHE PROVA A BLOCCARE LA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE, IN ONDA DOMANI SERA, ALLE 20.30, SU RAITRE – NEL MIRINO C’E’ LA MULTA AL GRUPPO META PER GLI OCCHIALI “SMART” IN GRADO DI SCATTARE FOTO E GIRARE VIDEO – L’INIZIALE MULTA DA 40 MILIONI, PROPOSTA DAI DIPARTIMENTI DEL GARANTE, E’ VIA VIA EVAPORATA FINO A SPARIRE: NON CE N’E’ PIU’ TRACCIA (SI ASPETTA LA PRESCRIZIONE?) - PER IL GARANTE L'INCHIESTA DI “REPORT” È “DESTITUITA DI OGNI FONDAMENTO, FRUTTO O DI UNA SCARSA CONOSCENZA O DI MALAFEDE” – RANUCCI RINTUZZA: “E’ L’ENNESIMO TENTATIVO DI BLOCCARE UN PROGRAMMA RAI” – L’IPOTESI DI DANNO ERARIALE, PER AVER PRIMA RIDOTTO E POI EVITATO LA MULTA, VIENE SMENTITA DAL GARANTE MA IL GIORNALISTA SI OPPONE: “SPETTA ALLA CORTE DEI CONTI DECIDERE” – D’ALTRONDE GIORGIA MELONI NON VORREBBE CERTO DARE UN DISPIACERE A TRUMP, CHE E’ FINANZIATO DALLE BIG TECH COME META…

Estratto dell’articolo di Erica Dellapasqua per www.corriere.it

SIGFRIDO RANUCCI IN COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI

 

L'inchiesta di Report sul caso degli smart glasses di Meta è «destituita di ogni fondamento, frutto o di una scarsa conoscenza della disciplina della materia o, peggio, di malafede».

 

Lo scrive in una nota il Garante per la Privacy, che sottolinea come «nessun rischio, neppure potenziale, di danno erariale» sia «mai stato configurabile nel corso del procedimento» e auspica che «il programma si astenga dal trasmettere, nei termini annunciati, il servizio». L'Autorità si riserva «ogni opportuna valutazione in ordine alle iniziative da assumere nelle sedi competenti». Ma dalla trasmissione arriva la conferma che il servizio sarà messo in onda.

 

SERVIZIO DI REPORT SU AGOSTINO GHIGLIA

Il Garante si riferisce in particolare all'anticipazione, diffusa dalle agenzie di stampa, sul contenuto della seconda puntata dell'inchiesta che Report sta conducendo sul Garante per la Privacy in onda domani sera, domenica 9 novembre, e in particolare al presunto danno erariale che l'Autorità avrebbe causato con la sua decisione nel caso «smart glasses».

 

META E GLI SMART GLASSES

La vicenda riguarda Meta e la multa per il primo modello di smart glasses appunto, a cui si contesta la violazione della privacy degli utenti e delle persone riprese.

 

Stando a quanto si sostiene nell'inchiesta del programma Rai, i dipartimenti del Garante avevano proposto una sanzione da 44 milioni di euro, registrando però la contrarietà del collegio. Inizialmente la multa sarebbe stata allora tagliata a 17 milioni e poi, dopo un incontro tra Agostino Ghiglia (membro dell’Autorità sostenuto da Fratelli d’Italia ed ex parlamentare di Alleanza Nazionale), e Angelo Mazzetti (responsabile delle relazioni istituzionali di Meta in Italia), sarebbe stata ulteriormente abbassata a 12 milioni e mezzo di euro.

SIGFRIDO RANUCCI IN COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI

 

IL GARANTE: «NESSUN DANNO ERARIALE»

«Nessun rischio, neppure potenziale, di danno erariale è mai stato configurabile nel corso del procedimento - interviene ora il Garante, prima della messa in onda della puntata -. Il Collegio ha, semplicemente, ritenuto, all'esito di un'articolata discussione di una fattispecie nuova e particolarmente complessa mai affrontata da nessuna altra Autorità di protezione dei dati personali in Europa, di non aderire a una mera proposta sanzionatoria proveniente dagli uffici responsabili dell'istruttoria, non condividendone i presupposti di fatto e diritto».

 

SERVIZIO DI REPORT SU AGOSTINO GHIGLIA

«La decisione - continua il Garante - è il risultato dell'ordinaria e naturale dialettica tra gli uffici dell'Autorità e il Collegio del Garante, una dialettica codificata nella disciplina vigente che, appunto, assegna ai primi il compito di condurre l'istruttoria e formulare una proposta di decisione e, al secondo, quello di assumere, sulla base degli atti dell'istruttoria medesima e delle regole del diritto la decisione finale. La non corrispondenza tra proposta e decisione finale è, pertanto, fisiologica e insuscettibile anche in astratto di configurare qualsiasi ipotesi di danno erariale ogni qualvolta il Collegio ritenga di discostarsi da una più severa proposta sanzionatoria degli uffici».

 

Il Garante chiede dunque a Report di non mandare in onda il servizio, almeno non nelle fattezze in cui è stato presentato.

 

Proprio Ghiglia aveva preso posizione contro Report firmando una diffida contro la messa in onda della precedente puntata dell'inchiesta sul Garante della Privacy che affrontava il suo coinvolgimento nella procedura che ha portato alla multa (150mila euro) per la diffusione dell'audio della telefonata privata tra l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e sua moglie, la giornalista Rai Federica Corsini, sulla relazione sentimentale con Maria Rosaria Boccia.

SIGFRIDO RANUCCI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA - FOTO LAPRESSE

 

Subito replica il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci: «Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di bloccare la messa in onda di una trasmissione Rai da parte del Garante».

 

«In secondo luogo - aggiunge il giornalista - non lo dice Report che c'è un possibile danno erariale, ma lo dice lo stesso membro del Garante nella persona della professoressa Ginevra Cerrina Feroni: lei stessa ipotizza il danno erariale, lei stessa ipotizza delle responsabilità, non siamo certo noi a dirlo. Noi raccontiamo un fatto così come si è svolto. Piuttosto spieghi perché hanno fatto sparire quel provvedimento. Di questo si dovrebbe occupare la Corte dei Conti, alla quale spetta pronunciarsi su un possibile danno erariale. E se lo sa la Corte dei Conti, è grazie a Report. Abbiamo fatto una semplice operazione di servizio pubblico», conclude Ranucci.

sigfrido ranucci puntata di report su agostino ghigliaservizio di report su agostino ghigliamark zuckerberg con gli occhiali orion per la realta aumentata 2mark zuckerberg con gli occhiali orion per la realta aumentatasigfrido ranucci puntata di report su agostino ghigliaservizio di report su agostino ghiglia