mercoledì 18 agosto 2021

                                                                   KABUL 2021

Alessandro tanto Grande da capire che dall’Afghanistan era meglio andarsene in fretta

   

Nella ‘Tomba degli imperi’, ben prima di quello coloniale inglese, dell’Unione sovietica e degli Stati Uniti. Tra storia e leggenda, l’Afghanistan partendo da Alessandro Magno, per volare alto rispetto ad altri successivi e meschini protagonisti.
Alla fine di settembre di 2350 anni fa, l’esercito di Alessandro, circa 40.000 uomini, conquistò la città principale che ribattezzò Alessandria Arachosia, l’attuale Kandahar, in Aracosia, l’ex capitale dell’ultimo regno afghano conquistata nei giorni scorsi dai talebani.
Poi Alessandro fu costretto a rinviare 6.000 soldati ad Herat, la postazione ultima dei militari italiani, ai confini con l’Iras-Persia, a lasciare una guarnigione a Kandahar. Ripartì in direzione di Kabul con 32.000 uomini. Conquista facile ma difficile da mantenere.
Infatti Alessandro, nel maggio dell’anno dopo, sciolte le nevi, dà l’ordine di ripartire attraverso l’Hindu Kush, altra attualità stretta. Lui non avere satelliti né ‘intelligence’, ma molta più intelligenza del vedere, valutare e decidere al meglio.

Dalla Macedonia all’Afghanistan

Dopo la sconfitta dell’impero persiano e l’occupazione di Persepoli l’anno successivo, Alessandro il Grande continuò la sua marcia alla conquista dell’India e penetrò nell’attuale territorio afghano intorno al 328 a.C. nella regione di Battria (oggi Balkh, nel nord del paese). Si spinse verso l’odierno Xinjang cinese (o Sinkiang) e soggiornò anche a Samarcanda, ma di fatto continuò a gravitare nell’attuale Afghanistan. Nel 326 a.C. entrò trionfalmente a Kabul, ma poi le cose cambiarono. A parte le battaglie, che riuscì comunque ancora a vincere – nonostante nel frattempo, per colmare i vuoti dell’esercito, avesse dovuto arruolare in maggioranza asiatici – furono i suoi soldati a rifiutarsi di andare avanti e cominciò il ritorno verso Occidente. Scoprì che in sua assenza molti territori conquistati erano stati male amministrati e vi covavano sentimenti ostili; nel 323 a.C., mentre allestiva per l’ennesima volta un grande esercito, morì a trentatre anni e con lui il sogno di creare un immenso impero dall’Europa all’Asia.

Persiani, musulmani e Gengis Kahn

Nel 642 gli arabi giunsero in Afghanistan dopo aver sconfitto l’impero persiano, ma il paese in realtà era soggetto a vari potentati o sfere d’ influenza, come la dinastia cinese Tang che arrivava fino a Kabul. Vari capi arabo-persiani si scontrarono nei secoli, ma nessuno ebbe il sopravvento. Nel 1219 Gengis Kahn invase e devastò il paese, ma morì nel 1227 e il suo successore Tamerlano lo inglobò in un regno asiatico. Babur, fondatore della dinastia Moghul in India, fece diventare Kabul capitale di un principato dipendente dall’impero indiano, ma il paese rimase diviso in tre parti: a nord gli Uzbeki, a ovest la Persia e ad oriente i Moghul. Agli inizi del XVIII secolo i pashtun – in un certo senso i progenitori degli attuali afghani – si ribellarono e sconfissero i persiani arrivando perfino ad occupare a lungo Tehran. Fu un pashtun, Ahmed Scià Durrani, ad unificare il paese e a consolidare i rapporti tra le varie tribù che lo popolavano; l’influenza di questo gruppo sociale si protrasse in pratica fino al 1978.

Le guerre anglo-afghane

Il XIX secolo fu il periodo del ‘grande gioco’, ovvero lo scontro tra l’impero britannico e quello russo per il predominio in Asia centrale. Una delle più cocenti sconfitte dell’impero britannico si consumò però proprio in Afghanistan tra il 1839 e il 1842. Costretti ad abbandonare la capitale Kabul, le truppe inglesi e molti civili dovettero affrontare marce forzate in un rigido clima invernale per raggiungere Jalalabad continuamente attaccati dai ribelli afghani. Tra 1878 e il 1880 si svolse una seconda guerra anglo-afghana con l’obiettivo di ridurre l’influenza russa. Gli inglesi ebbero il sopravvento, ma fu un’altra guerra durissima, nella quale gli afghani in numerosi scontri riuscirono ad infliggere pesanti perdite. Nonostante nel paese allo scoppio della Prima guerra mondiale ci fossero comprensibili simpatie per la Germania, rimase neutrale, ma nel 1919 scoppiò una terza guerra anglo-afghana seguita da una cruenta guerra civile che durò fino al 1929, quando tribù ostili alle riforme in senso occidentale occuparono Kabul detronizzando Ahmanhullah Kahn.

Guerre da fine Novecento al Terzo Millennio

Durante la Seconda guerra mondiale l’Afghanistan fu strettamente sorvegliato dagli Alleati come cerniera strategica tra l’Asia centrale sovietica e l’impero inglese. Nel dopo guerra cominciò una politica di moderate riforme fortemente osteggiata dai conservatori, soprattutto religiosi. La situazione precipitò infine negli anni Settanta: ad un colpo di stato nel 1973 seguì la cacciata della monarchia e nel 1978 ne seguì un secondo appoggiato questa dall’Unione Sovietica. Dal dicembre 1979 ebbe inizio l’occupazione militare suscitando del paese suscitando una delle guerre più drammatiche del XX secolo che produsse più di un milione di vittime, nella stragrande maggioranza civili. I sovietici si ritirano nel 1989 lasciando un paese distrutto nelle mani degli estremisti islamici che avevano ricevuto aiuti occidentali per condurre la guerriglia, ma cominciò un’altra sanguinosa guerra civile che continuò anni. Dal 2001 in Afghanistan erano presenti forze americane, intervenute dopo gli attentati dell’11 settembre, ma è stata fino a ieri la cronaca della ‘guerra al terrorismo’.

                                                                 KABUL 2021


BIDEN, IL BADOGLIO DELLA FUGA AFGHANA - DOMENICO QUIRICO: “IL PRESIDENTE USA HA SENTENZIATO CHE LA COLPA E’ DEI SOLDATI AFGHANI. NOI INVADIAMO, INGOMBRIAMO, CI DISPERDIAMO E LA COLPA È DEGLI ALTRI. PRETENDIAMO NON SOLO VITTORIE MA ANCHE SCONFITTE A PREZZO STRACCIATO. MA PER COSA GLI AFGHANI AVREBBERO DOVUTO COMBATTERE FINO ALLA MORTE? FORSE PER I PALAZZI DEI RICCHI, PER POLITICANTI CORROTTI, PER UNA MODERNITÀ DI CUI NON HANNO VISTO LE REMOTE DELIZIE, PER LA BORGHESIA OCCIDENTALIZZATA CHE LI GUARDAVA CON CONDISCENDENZA PER LA LORO ARRETRATEZZA? AVREBBERO DOVUTO MORIRE PER GLI ILLUMINATI EDITORIALI DEL ‘NEW YORK TIMES’?”

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Domenico Quirico per “la Stampa”

 

Domenico QuiricoarticleDOMENICO QUIRICOARTICLE

La insinuazione offensiva ha atteso solo poche ore. E piove dall'alto del comandante supremo Biden, il Badoglio della fuga afghana, un presidente in cui quello che appare di più grande è la banalità. È tutta colpa dei soldati afghani, ha sentenziato, avevamo organizzato benissimo a Kabul, ma quelli hanno pervertito tutto arrendendosi senza combattere. Voilà.

 

Le sconfitte si assomigliano tutte quanto meno nelle scuse dei vinti: è sempre colpa di qualcun altro, gli alleati inaffidabili, le quinte colonne, i traditori, i tiepidi, le fanterie... Colpisce, fragorosa, la assonanza: a scolpire la nostra Caporetto del 1917 fu il famigerato proclama di un altro comandante supremo, l'uomo dannunzianamente «scolpito nella roccia del Verbano», Luigi Cadorna. Spiegò tutto il disastro in due righe: «A causa di reparti della seconda armata vilmente ritiratisi...» e via diffamando lo sciopero militare. Allora siamo intesi: la parola d'ordine è che gli sconfitti sono gli afghani, questi infingardi a cui avevamo concesso il privilegio, dopo vent' anni, di farsi massacrare da indipendenti.

 

JOE BIDEN E LA PRESA DI KABUL DA PARTE DEI TALEBANI - MEME BY EMAN RUSJOE BIDEN E LA PRESA DI KABUL DA PARTE DEI TALEBANI - MEME BY EMAN RUS

Li si accusa, ormai scopertamente, della propria disgrazia e già si prenotano a loro colpe, anche quelle prossime venture, i profughi in fuga, i narco emirati conficcati nel cuore dell'Asia, le possibili nuove tortughe terroriste sui picchi dell'Hindu Kush. Si sgranano respiri di sollievo. Ci prepariamo ad attraversare, Alice occidentale, lo specchio di un malefico e vergognoso presente indenni, delegando la colpa alle vittime.

 

Noi invadiamo ingombriamo ci disperdiamo e la colpa è degli altri. Pretendiamo non solo vittorie ma anche sconfitte a prezzo stracciato, a interessi irrisori o, ancor meglio, per cui paghino gli altri. Sfugge al comando supremo la domanda: ma per cosa i fantaccini afghani avrebbero dovuto combattere fino alla morte i diavoli scesi dalle montagne, quelli sì con buone ragioni nello zaino per essere implacabili, la vendetta, un dio degli eserciti, la fame? Forse per i palazzi dei ricchi, per politicanti corrotti e parolai, per una modernità di cui non hanno visto le remote delizie, per la borghesia occidentalizzata che li guardava con condiscendenza per la loro arretratezza?

il discorso di joe biden dopo la caduta di kabulIL DISCORSO DI JOE BIDEN DOPO LA CADUTA DI KABUL

 

Avrebbero dovuto morire per gli illuminati editoriali del «New York Times» o per presidenti con la raffinata kurta di seta? Un quisling dei sovietici, Najibullah, almeno si fece ammazzare. Ma i nostri fantocci non si lasciano dietro certo ideologie o martìri, solo conti in banca. Andare in trincea per salvare il consenso degli amici americani che hanno sganciato bombe disinvolte su terroristi e matrimoni, baracche di pastori e nidi di guerriglieri: sono le necessità supreme della guerra al terrorismo, ecco qua... con il risarcimento compratevi due galline. Suvvia...

 

joe biden riunione sull afghanistanJOE BIDEN RIUNIONE SULL AFGHANISTAN

Gli afghani sono combattenti, una razza guerriera avrebbe ammesso la vecchia antropologia degli imperi coloniali, da maneggiare con rispetto. Ma la guerra per cui hanno talento è fatta di agguati, notturna, veloce, tenace, impalpabile, da combattere in sandali. Le reclute invece le abbiamo travestite come noi, anche loro devono assomigliarci. Ma se gli metti gli scarponi, lo appesantisci di zaini, elmetti, se li fai dipendere da aerei e colonne blindate, allora la loro magia guerriera svanisce. Vivere come gli afghani nel Grande Gioco in un costante pericolo di morte, da decenni, insegna solo due cose: ad aver paura di morire e a morire. Ma non basta.

TALEBANI IN AFGHANISTANTALEBANI IN AFGHANISTAN

 

Stiamo costruendo un nemico a misura delle nostre necessità. Lucifero, dimessa la forma diabolica o animale a cui più nessuno crede, ha preso l'aspetto dei taleban, è magnificamente condensato in un grappolo di barbuti. Il diavolo insomma, figlio della nostra notte, lo vogliamo identificabile, isolabile, maneggevole, oggettivo. Ci appare, ora che ci invade giorni i teleschermi, come una folla che si intende a misteriosi segni come le api e le formiche.

 

talebani nel palazzo presidenzialeTALEBANI NEL PALAZZO PRESIDENZIALE

Si annuncia: i taleban sono assetati di vendetta su coloro che hanno lavorato per noi, cercano gli elenchi dei nostri fedeli dipendenti e fornitori, dei giornalisti che hanno encomiato l'Afghanistan moderno e stramaledetto quello preistorico. Il popolo afghano nella nostra narrazione è formato solo da coloro che vogliono fuggire. Ma questa è stata una guerra civile: i datori di lavoro di questa crosta di Afghanistan moderno hanno cercato di annientare per venti anni l'Afghanistan dei taleban.

 

la previsione sbagliata di biden sull afghanistan 5LA PREVISIONE SBAGLIATA DI BIDEN SULL AFGHANISTAN 5

Come pensare che questi non la vedano come un partito di traditori, di collaborazionisti, a cui pretendiamo chiedano scusa per essere sopravvissuti, per aver vinto? La maggioranza degli afghani ha resistito non facendo nulla, non ha mai votato a elezioni fasulle, non voleva né gli americani né il governo né i taleban, voleva solo esser lasciata in pace, coltivare la terra, eleggere i capi villaggio. Non abbiamo mai chiesto a questi afghani cosa volevano perché avevamo paura di farlo.

TALEBANI IN AFGHANISTANTALEBANI IN AFGHANISTANelicottero usa a kabul per l evacuazione dell ambasciataELICOTTERO USA A KABUL PER L EVACUAZIONE DELL AMBASCIATApopolazione afghana festeggia i talebaniPOPOLAZIONE AFGHANA FESTEGGIA I TALEBANItalebaniTALEBANItalebaniTALEBANITALEBANITALEBANI

martedì 17 agosto 2021

                                                                  KABUL 2021


DOMENICO QUIRICO TOGLIE LA MASCHERA AGLI USA E ALL’OCCIDENTE DOPO IL TRACOLLO IN AFGHANISTAN: “RARAMENTE SI È VISTO QUALCOSA DI PIÙ ANCHILOSATO, RABBERCIATO, MALFATTO DI QUESTA VILE RITIRATA. CHI DOPO QUESTO TRADIMENTO COSÌ ESPLICITO PRESTERÀ ANCORA FEDE ALLE NOSTRE PAROLE, CHI PENSERÀ CHE I NOSTRI ANNUNCI DI DEMOCRAZIA, TOLLERANZA, LA NOSTRA MAGNIFICA PAROLA DIRITTI, SIANO ALTRO CHE POLVERE SE NON COINCIDE CON I NOSTRI INTERESSI? DOVE TROVEREMO ALLEATI VISTO CHE CERCHIAMO SOLO CAUDATARI E COMPLICI PROVVISORI? GLI ALLEATI LOCALI LASCIATI SOLI CON..."

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Domenico Quirico per “la Stampa”

 

quirico boninoQUIRICO BONINO

La parola più vera, la parola più esatta, quella più densa di significato per questo Otto Settembre afghano è la parola interesse. L'ha pronunciata il segretario di Stato americano: restare in Afganistan non è nel nostro interesse. Dando un nome alle cose si rischia di ferirle in mezzo al cuore con un colpo irrimediabile. Ho provato a immaginare un afghano all'aeroporto di Kabul impegnato in una caparbia opera di sopravvivenza, con i taleban all'uscio, collerici, farnetichi, sentenziatori di morte, vittoriosi.

 

STORIA DELLAFGHANISTANSTORIA DELLAFGHANISTAN

O uno di quelli che vivono nascosti perché sanno che i taleban stanno spuntando i nomi nelle liste abbandonate dagli occidentali, e si sentono già imputati in bieche aule di tribunali supremi, da impietose inquisizioni. In poche ore il mondo nuovo si è dissolto di colpo nelle profondità di campo del tempo. E quello che rimane loro è la frase del segretario di Stato americano, uno di quelli che avevano promesso di buttar giù a spallate la loro storia medioevale.

 

BUSHBUSH

Si dovrebbe scrivere come si respira. Un respiro armonioso, con le sue lentezze e i suoi ritmi all'improvviso affrettati. Ma come si fa a non ruggire di fonte a una così sfacciata, volgare manifestazione di nichilismo interiore? Raramente si è visto qualcosa di più anchilosato, rabberciato, malfatto di questa vile ritirata, di più vanitoso, lercio e appunto interessato di questo tradimento. Che il buio risorga Fa capolino già la successiva vergogna, cancellare gli afghani dalla memoria, si appronta il cassetto dove riporli accanto ai vietnamiti, ai cambogiani, ai somali, ai curdi e agli iracheni.

 

marines afghanistanMARINES AFGHANISTAN

In Occidente i perseguitati non hanno fortuna, non suscitano simpatie perché sono deboli. A Kabul il nostro mondo, esportato a forza, provvisorio, tarlato, è crollato in poche ore. Ma era da tempo che noi ce ne andavamo con i nostri pregiudizi, i nostri soldati invincibili, i canti e le bandiere. Non abbiamo nemmeno provato, per nasconder la vergogna della sconfitta, a stendere la mano a coloro che sono rimasti lì, per cui non ci sarà nessun ponte aereo, nella speranza che non la rifiutassero con troppo disgusto: che avete fatto perché noi si sia meno infelici?

 

avanzata talebana in afghanistan 7AVANZATA TALEBANA IN AFGHANISTAN 7

Ci chiederanno essi: che cosa avete fatto perché vivessimo in pace? In un altro luogo del mondo dove perdiamo altre guerre, il Sahel, un vecchio con l'aria vigorosa e tranquilla di un menhir, a cui daresti dieci secoli, che ha la giovinezza e la serenità di una montagna, mi disse sospirando: voi occidentali non avete amici, avete soltanto interessi Già: gli afghani gli darebbero adesso ragione.

Soldati afghaniSOLDATI AFGHANI

 

Il loro peccato è di essere soltanto esseri umani, troppo poco per diventare interessi, per questa trasmutazione non sono bastati venti anni. Dietro ognuno, anche quelli che non ci amavano, sì, anche i taleban, c'è una identità: retti, astuti, malvagi, pratici, dolci, autoritari, fanatici, secoli di fatiche durissime tra quelle pietre li hanno induriti. Invece sono rimasti ombre anonime e scialbe che si possono abbandonare, in fondo senza nemmeno l'ingombro di troppi rimorsi. Eppure loro eravamo noi, il loro destino eravamo noi. C'è in questa realpolitik così sguaiata un rischio mortale. I nostri proclami sono ormai cose morte ma non mute. Testimoniano, accusano.

ospedale msf bombardato afghanistanOSPEDALE MSF BOMBARDATO AFGHANISTAN

 

Chi dopo questo tradimento così esplicito presterà ancora fede alle nostre parole, chi penserà che i nostri annunci di democrazia, tolleranza, la nostra magnifica parola diritti, siano altro che polvere se non coincide con i nostri interessi? Dove troveremo alleati visto che cerchiamo solo caudatari e complici provvisori?

 

guerra in afghanistan 2GUERRA IN AFGHANISTAN 2

Le assonanze tra Kabul e Saigon, tra la fuga dal Vietnam e quella dall'Afghanistan assordano: la trattativa con l'Arcinemico fino a un minuto prima impronunciabile, il ritiro, gli alleati locali lasciati soli con satrapi balbettanti e corrotti, con eserciti fatiscenti e abituatati a far da comparse, regimi che si sciolgono, presidenti che fuggono, divise e armi gettate via, gli elicotteri, sempre loro, che portano via i nostri e, se c'è posto, anche qualcuno di loro. La stessa domanda: perché i loro combattono e i nostri no? E' solo a distanza di cinquant' anni la replica della stupidità militare di qualche nuovo impomatato Westmoreland? No. E' un metodo.

talebani a kandaharTALEBANI A KANDAHARtalebani felici avanzano verso kabulTALEBANI FELICI AVANZANO VERSO KABULFUGA DA KABULFUGA DA KABULsoldato australiano beve birra dalla gamba artificiale di un talebanoSOLDATO AUSTRALIANO BEVE BIRRA DALLA GAMBA ARTIFICIALE DI UN TALEBANOtorture afghanistan4TORTURE AFGHANISTAN4BOEING JUMBO AFGHANISTANBOEING JUMBO AFGHANISTANattentato kamikaze afghanistan 3ATTENTATO KAMIKAZE AFGHANISTAN 3teste lungo la stradaTESTE LUNGO LA STRADAsoldati in afghanistanSOLDATI IN AFGHANISTANahsraf ghaniAHSRAF GHANI

                                                                 KABUL 2021


LA RIVOLTA DEI TALEBANI E’ AVVENUTA ANCHE CONTRO LO STRAPOTERE DEI SIGNORI DELLA GUERRA CHE VIVEVANO NEL LUSSO IN UN PAESE ALLA FAME - DURANTE L’OCCUPAZIONE AMERICANA, HANNO INCAMERATO SOLDI, INFLUENZA, TERRENI E ORA, GRAZIE AL SEGUITO DEI LORO CLAN, POTREBBERO RIENTRARE NEI GIOCHI DI POTERE DEL NUOVO AFGHANISTAN...

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Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

Mohammed Qasim FahimMOHAMMED QASIM FAHIM

I palazzotti dipinti di rosso con le torri da castello medievale, le colonnine neoclassiche a circondare le piscine, le statue dorate a far da guardia assieme ai miliziani. Queste ville pacchiane stimolano l'invidia e l'umorismo nero degli afghani che hanno storpiato il nome del quartiere di Kabul da Sherpur a Sher-Chur, significa leoni da saccheggio.

 

Signori della guerra che hanno tirato le loro zampate quando c'era da combattere i talebani e da combattersi tra di loro, diventati rappresentanti del potere ufficiale spalleggiato dagli americani: come Mohammed Qasim Fahim, ministro della Difesa e poi vice di Hamid Karzai, il primo inquilino della residenza presidenziale abbandonata da Ashraf Ghani.

 

Rashid DostumRASHID DOSTUM

Prima di morire (morte naturale, a sorpresa per gli afghani) Fahim ha spartito a prezzi stracciati i terreni di proprietà del ministero della Difesa, a Sherpur sorgeva una vecchia base militare dei tempi della seconda guerra contro i britannici. Cattivo gusto architettonico in stile narco-mafie e pessimi comportamenti. Dal suo salone rivestito in marmo blu Rashid Dostum se ne è uscito ubriaco una notte di tredici anni fa per invadere con cinquanta uomini armati la villa di un vicino che ha raccontato di essere stato torturato dal signore della guerra di origini uzbeke, anche lui passato sulla poltrona di vicepresidente.

Rashid DostumRASHID DOSTUM

 

All'inizio di agosto Dostum è volato di corsa dalla Turchia - dove risiedeva da mesi per curarsi - convinto da Ghani a organizzare la resistenza contro l'avanzata dei talebani, come una ventina di anni fa con l'Alleanza del Nord, quando era passato da comandante addestrato dai sovietici a risorsa della Cia e avanguardia dell'offensiva americana, fino a essere accusato del massacro di centinaia di prigionieri ammassati e asfissiati dentro ai container.

Rashid DostumRASHID DOSTUM

 

Nel nord dell'Afghanistan che lo ha sempre sostenuto, i talebani ne hanno occupato la villa fortino, si sono stravaccati e filmati sui suoi divani di raso - massima umiliazione - e per ora il Maresciallo (onorificenza a vita) sembra fuori dai giochi del Grande Gioco. Che sono movimentati - oltre dai fondamentalisti vincitori - da Karzai, Gulbuddin Hekmatyar e Abdullah Abdullah, che è stato assistente di Ahmad Shah Massud. Un triumvirato per la transizione formato da vecchi nemici.

SILVIO BERLUSCONI HAMID KARZAISILVIO BERLUSCONI HAMID KARZAI

 

L'ex presidente rappresenta un potente clan pashtun (l'etnia maggioritaria nel Paese) e ha protetto il fratellastro Ahmad Wali fino a quando non è stato ammazzato da una guardia del corpo. Più giovane di quattro anni, era il Padrino di Kandahar, capace di farsi pagare dalla Cia e da tutti gli altri spremibili in queste province del Sud: edilizia (aveva arraffato quattromila ettari di proprietà dello Stato), traffici verso il Pakistan, licenze per i contractors da affiancare ai soldati occidentali.

 

hamid karzaiHAMID KARZAI

Già nel 2017 Hekmatyar parlava di intesa pacifica con i talebani, dopo essere tornato - grazie al perdono elargito dal governo - nella città che aveva demolito a colpi di artiglieria durante la guerra civile, lo chiamano «il macellaio di Kabul», il suo gruppo avrebbe distrutto più case e ammazzato più civili di tutti gli altri. Alleato anche di Al Qaeda, le organizzazioni per i diritti umani accusano lui e i suoi di aver eliminato intellettuali e avversari politici, di aver tirato acido alle donne per strada, di aver gestito in Pakistan prigioni per le torture. Adesso si è preso un posto al tavolo che deciderà il futuro degli afghani e delle afghane.

Hamid Karzai prega per FahimHAMID KARZAI PREGA PER FAHIMMohammed Qasim FahimMOHAMMED QASIM FAHIM

lunedì 16 agosto 2021

                                                                    KABUL 2021


PANICO A KABUL! - ALL'AEROPORTO DELLA CAPITALE AFGHANA LE PERSONE SI AGGRAPPANO AGLI AEREI AMERICANI CHE DECOLLANO – IL VIDEO CHOC CON DECINE DI DISPERATI CHE CIRCONDANO UN CARGO MILITARE USA, ATTACCANDOSI A QUALUNQUE APPIGLIO - ALMENO DUE DI LORO SONO MORTI DOPO ESSERE PRECIPITATI DAI VELIVOLI A CUI SI ERANO APPESI TENTANDO LA FUGA: SI ERANO STRETTI ALLE GOMME, MA SONO CADUTI NEL VUOTO SUBITO DOPO IL DECOLLO...  - NELLO SCALO CI SAREBBERO CINQUE VITTIME, FORSE TRAVOLTE DALLA CALCA DEGLI AFGHANI CHE VOGLIONO SCAPPARE DAL PAESE… 

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AFGHANISTAN, ALL'AEROPORTO DI KABUL LA GENTE ASSALTA UN AEREO AMERICANO PER FUGGIRE

 

 

 

 

kabul, persone si aggrappano a un aereo cargo americano 3KABUL, PERSONE SI AGGRAPPANO A UN AEREO CARGO AMERICANO 3

Afghanistan: video, gente aggrappata ad aereo Usa in decollo

 (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Decine di persone che circondano correndo un aereo cargo militare americano che si appresta a iniziare il rullaggio per il decollo dall'aeroporto di Kabul, alcune aggrappate ai carrelli e alla carlinga, a qualunque appiglio: è quanto si vede in un video di pochi secondi trasmesso da alcuni media, fra cui l'agenzia afghana Pajhwok su Titter. Alcuni media scrivono che alcuni non hanno mollato la presa e sono caduti a terra prima che il C-17 della Us Air Force decollasse. (ANSA).

PERSONE PRECIPITANO DA UN AEREO DECOLLATO A KABULPERSONE PRECIPITANO DA UN AEREO DECOLLATO A KABUL

 

Afghanistan: media, almeno cinque i morti in aeroporto Kabul

 (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Almeno cinque persone sarebbero morte all'aeroporto di Kabul, forse travolte dalla calca, secondo quanto dicono testimoni oculari citati da alcuni media, fra cui il britannico Independent, che dicono che i cadaveri sono stati portati via. Sempre l'Independent mostra un video girato da un cellulare che mostra la folla che fugge in preda al panico al suono degli spari, fra cui una raffica di mitragliatrice, presumibilmente sparati in aria dai militari Usa, che hanno preso il controllo dello scalo. Il video è stato girato durante la scorsa notte.

afghani prendono d'assalto gli aerei per fuggire da kabul 6AFGHANI PRENDONO D'ASSALTO GLI AEREI PER FUGGIRE DA KABUL 6kabul, persone si aggrappano a un aereo cargo americanoKABUL, PERSONE SI AGGRAPPANO A UN AEREO CARGO AMERICANOkabul, persone si aggrappano a un aereo cargo americano 4KABUL, PERSONE SI AGGRAPPANO A UN AEREO CARGO AMERICANO 4