mercoledì 15 giugno 2022

                                                                   ORO NERO


INVECE CHE FAR PAGARE SEMPRE NOI, SPREMETE I BIG DELL'ENERGIA! - LE SOCIETÀ ENERGETICHE STANNO FACENDO ENORMI PROFITTI: A CAUSA DI EVENTI IMPREVEDIBILI IL PREZZO DI GAS E PETROLIO È SCHIZZATO IN ALTO, MA GLI ACQUISTI LORO LI AVEVANO FATTI BEN PRIMA A UN PREZZO MOLTO PIÙ BASSO- IL GOVERNO ADESSO PUNTA A CHIEDERE A ENI, ENEL ED EDISON 11 MILIARDI DI TASSE IN PIÙ SUGLI UTILI REALIZZATI FRA OTTOBRE E MARZO - GABANELLI: "LORO PROTESTANO E DICONO: PERCHÉ DOBBIAMO PAGARE SOLO NOI E NON ANCHE LE BANCHE, UNICREDIT E INTESA IN TESTA, CHE CON LE POLIZZE DI COPERTURA SUL PREZZO DELLE MATERIE PRIME STANNO FACENDO I SOLDI A PALATE?"

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https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/undici-miliardi-tasse-extra-chi-fa-super-profitti-il-gas-ecco-chi-paga-davvero/b1d02158-ea3a-11ec-afb1-eda73379fb39-va.shtml

 

Fabio Savelli e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 8MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 8

Le società energetiche stanno facendo enormi profitti perché a causa di eventi imprevedibili il prezzo di gas e petrolio è schizzato in alto, mentre gli acquisti loro li avevano fatti ben prima a un prezzo molto più basso.

 

Per questo il governo con l'ultimo decreto Aiuti ha stabilito che sulla differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita del gas da ottobre 2021 a marzo 2022, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, viene applicata in più una tassa del 25%. Il ministero del Tesoro ha messo a bilancio un incasso di 11 miliardi di euro, per ridurre il peso delle bollette di famiglie e imprese e di 30 centesimi le accise su gasolio e benzina.

 

prezzo di ingressoPREZZO DI INGRESSO

Che alla pompa ha già sfondato i 2 euro al litro. Enel, Eni, Edison, i principali destinatari di questa «tassa extra» hanno già schierato gli avvocati: «i calcoli sono sbagliati». Proviamo a fare qualche conto. Cosa c'è dentro a un Mwh Il prezzo dell'elettricità dipende esclusivamente dall'andamento del prezzo del gas.

 

Tra ottobre e dicembre 2021 l'Agenzia delle Dogane ha rilevato che dall'Algeria il gas è arrivato in Italia a 23 euro al megawattora, dall'Azerbaijan a 67, dalla Russia a 54, dalle navi metaniere a circa 48. Questi sono i prezzi pagati da Eni, Edison ed Enel per effetto dei loro contratti di lungo termine stipulati in anticipo.

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 6MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 6

Da gennaio a marzo 2022 invece dall'Algeria è arrivato a 29 euro al megawattora, dall'Azerbaijan a 81, dalla Russia a 88. Non ci sono dati disponibili su quello via navi metaniere.

 

Dall'elaborazione dei dati Terna dentro al Mwh di elettricità venduto agli utenti, c'è una quota fatta con il solare che costa fra i 20 e 30 euro, una parte di eolico che costa fra i 30 e i 40, una importante di idroelettrico che oscilla tra i 10 e i 20, quella realizzata col carbone, che viaggia attorno ai 50 euro, e una parte di energia nucleare, il cui costo d'importazione dalla Francia è fra i 35 e i 40 euro. E quindi il prezzo di vendita ai consumatori qual è?

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 5MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 5

Come si forma il prezzo

La formula dei prezzi finali è elaborata dall'authority per l'Energia (Arera). I 18 milioni di utenti in maggior tutela (fra luce e gas) da gennaio a marzo hanno pagato circa 96 euro al Mwh. Una differenza enorme.

 

Questo per due ragioni: 1) Il prezzo del gas naturale è legato alla quotazione media sul trimestre precedente della Borsa di Amsterdam, sottoposta alla speculazione di fondi e intermediari, e ai conflitti geopolitici come quello in Ucraina. Oggi paghiamo la media del trimestre gennaio-marzo, ed è già sui 100 euro.

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 4MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 4

2) Il prezzo di vendita sulla bolletta si aggancia alla quota maggiore con cui si compone il mwh, e il 44% dell'elettricità è prodotto con il gas. Un meccanismo che si chiama «prezzo marginale» e penalizza soprattutto l'Italia perché non lo applica nessun altro Paese. Significa che quando il prezzo del gas esplode, trascina al rialzo quello delle fonti rinnovabili. Infatti eolico e solare un anno fa costavano la metà.

 

magawattoraMAGAWATTORA

Più complicato sapere a quanto è stata venduta l'elettricità sul libero mercato a 30 milioni di utenti, perché c'è chi ha stipulato un contratto a prezzo variabile e chi a prezzo fisso per un anno o due. Per questi ultimi l'aumento non è stato applicato.

 

La speculazione Il governo, per sapere quanto effettivamente si mette in tasca in più la lunga filiera di operatori, ha incaricato l'Arera di andare a vedere dentro ai contratti, le rinegoziazioni, l'attività di trading, e quanto pesano i costi dei derivati stipulati con le banche a protezione del rischio che il prezzo salga o scenda troppo in fretta. Il mercato vive di contratti di compravendita in cui la consegna del bene e il pagamento del prezzo pattuito avvengono a una data futura prefissata.

 

bilanciBILANCI

Si tratta di scommesse in anticipo sul prezzo del gas, generalmente a tre mesi. Se si prevede che scenda si comincia a vendere, se si prevede che salga si comincia a comprare, e il prezzo si gonfia.

 

A pagare questa speculazione è l'utente finale, mentre ad arricchirsi come mai prima sono i grandi colossi e i fondi speculativi. Nomi sconosciuti come Man Group, Systemic Investments, Florin Court Capital, Gresham Investment. Hanno sedi in paradisi fiscali, e a Wall Street o a Londra, non comprano e vendono gas naturale, ma i derivati a cui il bene fisico è agganciato. È un mondo talmente intricato e opaco che per Arera è impossibile definire una cifra precisa.

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 7MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 7

I profitti dei grandi

E quindi il Tesoro come ha calcolato gli extraprofitti? Sulla liquidazione Iva, cioè a quanto comprano la materia prima gli operatori e a quanto la vendono.

 

Eni, Enel Edison contestano perché si tratterebbe di un valore grezzo. Inoltre sollevano un problema di costituzionalità: «Perché dobbiamo pagare solo noi e non anche le banche, Unicredit e Intesa in testa, che con le polizze di copertura sul prezzo delle materie prime stanno facendo i soldi a palate?».

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 2MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 2

Intanto Enel ha chiuso il primo trimestre con ricavi passati da 18 a 34 miliardi, quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2021, e gli utili al lordo delle tasse sono cresciuti da 2,1 a 2,3 miliardi.

 

Ha fatto quasi 1,4 miliardi di margine operativo lordo solo dalla generazione termoelettrica (basata sul gas) e dalle attività di trading in Borsa: 442 milioni nel primo trimestre 2021, 1,61 miliardi da gennaio a marzo di quest'anno. Nel primo trimestre 2022 anche Eni ha raddoppiato il fatturato (32 miliardi di euro), mentre i profitti industriali sono passati da 1,3 miliardi ai 5,2 miliardi di quest'anno.

 

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Il direttore finanziario di Enel, Alberto De Paoli, ha precisato che la nuova imposta peserà al massimo per un centinaio di milioni. Per l'Eni gli analisti prevedono che il contributo difficilmente supererà il miliardo. Anche Nicola Monti, a capo di Edison (7,1 miliardi di ricavi nel primo trimestre contro 2,1 di un anno prima) ha chiarito che il gruppo prevede di accantonare non più di un centinaio di milioni.

 

milena gabanelli sugli extraprofitti dei big energetici 1MILENA GABANELLI SUGLI EXTRAPROFITTI DEI BIG ENERGETICI 1

Stiamo parlando di società quotate che hanno nella compagine sociale società di Stato, come Cassa Depositi o la francese Edf, ma anche un nutrito gruppo di investitori istituzionali: colossi del risparmio gestito, tra Londra e New York, che incassano lauti dividendi anche grazie alle bollette pagate dalle famiglie italiane.

 

extraprofittiEXTRAPROFITTI

Sta di fatto che la prima tranche di quegli 11 miliardi va versata entro il 30 giugno. Se gli operatori non pagheranno quanto richiesto (e sappiamo già che i contenziosi durano anni), i soldi che servono per aiutare le famiglie e imprese in difficoltà bisognerà trovarli aumentando il debito pubblico, o tagliando i servizi pubblici.

 

amsterdamAMSTERDAM

I dati per calcolare l'inflazione Buio anche sull'aggiornamento dell'inflazione. Il dato più rilevante da conoscere è proprio quello energetico: serve a determinare il costo della vita e il potere d'acquisto dei salari.

 

altre fontiALTRE FONTI

Avere un quadro completo sulle importazioni di beni energetici extra Ue è compito dell'Istat, però il modo in cui sono stati ricavati i prezzi e comunicati ad Eurostat non è corretto.

 

Lo ha ammesso con una nota lo stesso Istituto di statistica: «Bisogna attendere ottobre, quando ci sarà il consolidamento dei dati del 2021» , anche a causa della crescente rilevanza di operazioni finanziarie che non implicano il transito fisico del gas. Tradotto: in assenza di dati corretti sarà pure difficile stabilire un tetto al prezzo del gas.

martedì 24 maggio 2022

                                                                    IL CARDINALE


IL CARDINALE MATTEO ZUPPI È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CEI - PAPA FRANCESCO HA SCELTO L'ARCIVESCOVO DI BOLOGNA NELLA TERNA DI NOMI CON ANTONINO RASPANTI E PAOLO LOJUDICE: SUCCEDE AL CARDINALE GUALTIERO BASSETTI – L’OMAGGIO A FALCONE

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Paolo Rodari per repubblica.it

 

CARDINAL ZUPPI PAPA BERGOGLIOCARDINAL ZUPPI PAPA BERGOGLIO

Il cardinale Matteo Zuppi arcivescovo di Bologna è il nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Lo ha scelto Papa Francesco. Nella terna proposta dai vescovi c'erano il cardinale Paolo Lojudice arcivescovo di Siena e l’arcivescovo di Acireale Antonino Raspanti. Zuppi sostuisce il cardinale Gualtiero Bassetti. Zuppi e Lojudice erano stati dati per favoriti da tempo. Raspanti era stato indicato come possibile outsider.

 

Pochi minuti prima del voto era stato Bassetti a prendere la parola e a confermare l'impegno della Chiesa italiana "per la tutela dei minori e la prevenzione degli abusi". "Vogliamo ambienti sicuri e a misura dei più piccoli e vulnerabili", ha detto. E ancora: "Per questo, come già ribadito in altre occasioni, intendiamo promuovere una migliore conoscenza del fenomeno degli abusi per valutare e rendere più efficaci le misure di protezione e prevenzione".

 

Valorizzare le donne

"È tempo di valorizzare la dimensione femminile della Chiesa attraverso scelte concrete, che legittimino il ruolo che tante donne già svolgono in vari ambiti dalla catechesi alla carità. È tempo di compiere scelte nuove per consentire un coinvolgimento maggiore delle donne nella vita della Chiesa", ha proseguito Bassetti.

 

matteo zuppiMATTEO ZUPPI

 

L'omaggio a Falcone

Prima di ogni altra cosa, comunque, un omaggio a Giovanni Falcone: trent'anni fa moriva sulla autostrada all'altezza di Capaci. "Proprio in questi giorni, a distanza esatta di trent'anni, stiamo commemorando i morti della strage di Capaci e di via d'Amelio, in cui hanno tragicamente perso la vita i giudici Falcone e Borsellino, insieme con altri familiari e servitori dello Stato", dice Bassetti, "Questa è l'occasione per fare memoria anche di Rocco Chinnici, Piersanti Mattarella, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri martiri della giustizia. A tutti loro si addice la beatitudine che Gesù annuncia nel Discorso della montagna: 'Beati i perseguitati per la giustizia, perche' di essi è il regno dei cielì".

 

MATTEO ZUPPI E PAPA BERGOGLIOMATTEO ZUPPI E PAPA BERGOGLIO

Il richiamo all'impegno diviene un richiamo alla politica: "Il credente oggi più che mai deve accettare il rischio della carità politica, sottoposta per sua natura alle lacerazioni delle scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e delle conflittualità sostenibili, al margine sempre più largo dell'errore costantemente in agguato".

matteo maria zuppi odierai il prossimo tuoMATTEO MARIA ZUPPI ODIERAI IL PROSSIMO TUOmatteo zuppi 1MATTEO ZUPPI 1matteo maria zuppi 2MATTEO MARIA ZUPPI

                                                                      UCRAINA 2022


PUTIN DEVE GUARDARSI DAGLI AMICI - LA BOMBA SGANCIATA CONTRO “MAD VLAD” DA BORIS BONDAREV, CONSIGLIERE DELLA MISSIONE RUSSA ALL'UFFICIO DELLE NAZIONI UNITE DI GINEVRA, FA ESPLODERE IL PANICO NELLE STANZE DELLA DIPLOMAZIA DI MOSCA - LE ACCUSE NELLA LETTERA DI DIMISSIONI ERANO COSI' PESANTI DA AVER FATTO PENSARE A UN FAKE: “MI VERGOGNO DEL MIO PAESE. CHI HA DECISO QUESTA GUERRA VUOLE SOLO POTERE E LUSSO” – BONDAREV È SOLO L’ULTIMO NOME IMPORTANTE CHE HA DECISO DI MOLLARE IL PAESE E…

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Anna Zafesova per “la Stampa”

 

Boris BondarevBORIS BONDAREV

«Mi chiamo Boris Bondarev, in vent' anni di carriera diplomatica ho assistito a diverse svolte della politica estera, ma non mi sono mai vergognato del mio Paese quanto il 24 febbraio di quest' anno». La lettera di dimissioni del consigliere della missione russa all'ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra esplode come una bomba nelle stanze della diplomazia di Mosca, con la defezione più altolocata e pubblica finora di un funzionario del governo, e nel grattacielo staliniano in piazza Smolenskaya rimangono a tal punto spiazzati da non riuscire a produrre una reazione immediata.

 

Il testo - scritto in ottimo inglese - viene pubblicato in rete, e anche sui profili social del diplomatico, ma è talmente esplicito e accusatorio nei confronti del governo che Bondarev rappresentava da far dubitare a molti della sua autenticità. Sembrava quasi incredibile che un sottoposto di Sergey Lavrov potesse lanciare al regime russo accuse che avrebbero potuto uscire dalla penna di Alexey Navalny: «Chi ha deciso questa guerra voleva soltanto una cosa: restare al potere per sempre, abitare pomposi palazzi di cattivo gusto, navigare yacht che costano quanto l'intera marina russa, godere di un potere illimitato e di un'impunità totale. Sono pronti a sacrificare qualunque numero di vite per questo scopo. Migliaia di russi e ucraini sono già morti in nome di questo obiettivo».

vladimir putinVLADIMIR PUTIN

 

Parole che molti esponenti dell'opposizione e intellettuali critici hanno pronunciato, ma che finora pochi esponenti dello Stato avevano condiviso, almeno non pubblicamente. Fin dall'inizio della «operazione militare speciale» contro l'Ucraina si era vociferato di interi uffici in stato di choc, e di numerose defezioni di funzionari ministeriali, manager di grandi società e giornalisti delle televisioni di regime che si dimettevano, per scappare in Occidente. Pochi però hanno reso la loro fuga un atto di ribellione pubblica: «La guerra aggressiva scatenata da Putin contro l'Ucraina, di fatto contro l'intero mondo occidentale, non è soltanto un crimine contro il popolo ucraino, ma anche il crimine più grave che avesse potuto commettere contro il popolo russo, con la grande Z a cancellare tutte le nostre speranze e prospettive di una società libera e prospera», scrive Bondarev.

 

vladimir putin darth vaderVLADIMIR PUTIN DARTH VADER

Nessuna indicazione sui tempi e le modalità di questa scelta, anche se appare scontato che il diplomatico si trovi al sicuro all'estero, e che chiederà asilo in Occidente, senza la possibilità di rientrare in Russia. Anche perché Bondarev non ha risparmiato critiche ai colleghi e soprattutto al suo ex principale: «In 18 anni, da professionista e intellettuale colto, stimato da molti colleghi, è diventato una persona che trasmette dichiarazioni contrastanti e minaccia il mondo (e quindi anche la Russia) con armi nucleari!».

Boris BondarevBORIS BONDAREV

 

Il consigliere ribelle è entrato nel ministero nel 2002, e ora denuncia il ventennio putiniano come quello che ha visto la trasformazione della diplomazia russa in una antenna della propaganda più aggressiva. Una degenerazione sottovalutata perfino da molti colleghi europei. Bondarev lamenta la sostituizione di un sistema che opera con «informazioni non prevenute, analisi imparziali e pronostici prudenti» con una macchina «finalizzata a ingannare se stessa», con la portavoce Maria Zakharova che a colpi di «cliche della propaganda nello spirito dei giornali sovietici degli anni 30» è diventata uno dei volti più odiosi del regime.

MURALES DI PUTIN A BUCARESTMURALES DI PUTIN A BUCAREST

 

«Oggi il ministero non fa diplomazia, diffonde inni alla guerra, menzogne e odio», conclude Bondarev, che ha anche invitato i suoi colleghi del servizio diplomatico a seguire il suo esempio. In realtà, già alcuni diplomatici avevano dato le dimissioni per dissociarsi dalla guerra, e il console generale della Russia a Edimburgo l'aveva pure messo sui social (il ministero aveva parlato di account "hackerato"). E a Mosca girano liste sempre più lunghe di funzionari e giornalisti di regime che si sono allontanati dal loro posto di lavoro e dal loro Paese, prevalentemente senza particolare clamore. Soltanto negli ultimi giorni si è parlato delle dimissioni di quattro top manager di Rosneft, il gigante petrolifero statale, responsabili di settori cruciali come la logistica.

 

VLADIMIR PUTIN BY CARLIVLADIMIR PUTIN BY CARLI

Molti sono stranieri e hanno abbandonato i loro impieghi prestigiosi per evitare problemi internazionali, ma altri, come diversi dirigenti della banca monopolista Sberbank e della compagnia aerea di bandiera Aeroflot sono russi, così come gli oligarchi che hanno condannato la guerra dopo essere stati flagellati dalle sanzioni. Il vicepresidente di un'altra banca importante, quella Gazprombank dalla quale passano i pagamenti per il gas russo, Igor Volobuev, non solo si è dimesso, ma è passato dall'altra parte, arruolandosi nell'esercito ucraino. Quanti altri stanno aspettando di capire da quale parte girerà il vento, non è possibile saperlo, ma l'ex deputato d'opposizione Dmitry Gudkov li esorta da tempo a farsi avanti: «Gli ultimi a saltare giù dalla barca non avranno nessun vantaggio».

VLADIMIR PUTIN - MARIUPOL - VIGNETTA DI CARLIVLADIMIR PUTIN - MARIUPOL - VIGNETTA DI CARLIvladimir putinVLADIMIR PUTINvladimir putin e la cravatta di marinella 1VLADIMIR PUTIN E LA CRAVATTA DI MARINELLA 1putinPUTINvladimir putinVLADIMIR PUTINvladimir putinVLADIMIR PUTI

sabato 21 maggio 2022

                                                                UCRAINA 2022



“E QUESTO È TUTTO. GRAZIE PER AVERMI DATO RIFUGIO AZOVSTAL, LUOGO DELLA MIA MORTE E DELLA MIA VITA” – IL MESSAGGIO DI ADDIO DI "OREST", NOME DI BATTAGLIA DI DMYTRO ZOKATSKY, IL COMBATTENTE DI AZOV CHE SOGNAVA DI DIVENTARE FOTOGRAFO DI GUERRA, E LO È DIVENTATO CON LA GUERRA DI PUTIN. HA SCATTATO I RITRATTI DEI COMPAGNI MUTILATI DAI BOMBARDAMENTI RUSSI E L’INCREDIBILE IMMAGINE DEL FASCIO DI LUCE CHE ENTRA NELL’ACCIAIERIA, E ORA HA DONATO LE SUE IMMAGINI AL MONDO: "INVIATELE AI CONCORSI DI FOTOGRAFIA" – IL MISTERO SULLA SUA CATTURA: NELLA LISTA DEI PRIGIONIERI UFFICIALI NON C’È, E IL SUO VOLTO NON È TRA QUELLI APPARSI NEI VIDEO DEI RUSSI

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Francesca Pierantozzi per “il Messaggero”

dmytro kozatsky orestDMYTRO KOZATSKY OREST

 

Racconta che fin da ragazzino sognava di diventare un fotografo di guerra, Dmytro Kozatsky. Racconta che una volta, quando ancora studiava in Polonia, aveva sognato di mettere tanti libri in uno zaino e di correre a fotografare quello che accadeva al fronte.

 

Strano sogno, che si è trasformato in una strana realtà: alla fine Dmytro, oggi 26enne, è diventato Orest: la guerra l'ha fatta, e l'ha anche fotografata, nel fronte più terribile del conflitto tra Russia e Ucraina, un fronte sotterraneo, nei labirinti di ferro e acciaio dell'immensa industria siderurgica Azovstal di Mariupol. In circa duemila hanno resistito per oltre 80 giorni agli attacchi dei russi.

la luce entra nell acciaieria azovstal la foto di dmytro kozatsky (orest)LA LUCE ENTRA NELL ACCIAIERIA AZOVSTAL LA FOTO DI DMYTRO KOZATSKY (OREST)

 

L'AUTOSCATTO

Quando anche Denys Prokopenko, comandante del reggimento Azov, è stato costretto a dare l'ordine di «smettere di difendere la città» e di «salvare le vite», Orest ha fatto l'ultimo scatto, anzi un autoscatto: lui da solo, in piedi, in mezzo alle macerie, braccia aperte sotto un raggio di sole che penetra dal foro aperto da una bomba.

 

il saluto di dmytro kozatsky orest acciaieria azovstal mariupolIL SALUTO DI DMYTRO KOZATSKY OREST ACCIAIERIA AZOVSTAL MARIUPOL

La bellezza quasi classica degli scatti di Orest, capace di ritrarre in primo piano arti amputati, volti sfigurati, con un straniante maestria, ha fatto il giro del mondo. Ieri, prima di tornare in superficie e arrendersi ai russi, ha deciso di lasciare al mondo tutto il lavoro svolto là sotto: le sue foto.

 

il saluto di dmytro kozatsky orest acciaieria azovstal mariupolIL SALUTO DI DMYTRO KOZATSKY OREST ACCIAIERIA AZOVSTAL MARIUPOL

«Vi lascio le mie foto in alta definizione ha scritto su twitter inviatele a tutti i premi giornalistici e concorsi di fotografia, se riesco a vincere qualcosa, sarebbe niente male quando sarò di nuovo libero. Grazie a tutti per il sostegno che mi avete dato, a presto».

 

La madre, Irina Yourchenko ha fatto sapere di non avere per ora visto il nome del figlio nella lista dei prigionieri ufficiali, né il suo volto nei filmati russi che ritraggono i militari ucraini disarmati in fila, o sui pullman che li portano nelle città occupate come Olenivka. «Non so dove sia ha detto la madre mi ha inviato un ultimo sms in cui diceva che era vivo».

PROKOPENKO-AZOV E VOLYNA-MARINESPROKOPENKO-AZOV E VOLYNA-MARINES

 

Quasi 1700 sono i soldati ucraini già riemersi dai sotterranei di Azovstal, fra loro i militari di diverse unità dell'esercito, oltre al reggimento Azov, quello che raccoglie anche fazioni provenienti dall'ultradestra. Di Azov fa parte anche Dmytro. Sui suoi profili social non compare (o è stata eliminata) la propaganda spesso ultrà del reggimento.

 

Le foto più vecchie sono lui in vacanza, al mare, a Kiev («La più bella città del mondo», scriveva). Ma è nel buio dei sotterranei di Azovstal che ha trovato l'ispirazione. Il 2 maggio, quando è cominciata l'ultima offensiva dei russi contro gli ucraini trincerati nell'acciaieria, Orest aveva postato un suo selfie vicino a un albero in fiore, là sopra, in mezzo alle fonderie: «Sarebbe perfetta come ultima foto, mi piacerebbe che tutti alla fine si ricordassero di me così.

 

le foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 8LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 8

È l'immagine che mi descrive meglio: anche nello scatto più orribile si può trovare qualcosa di meraviglioso. Ma voglio credere che questa foto non sarà l'ultima, ma soltanto un inizio». È seguito un reportage in diretta degno dei migliori fotografi di guerra. Colpiscono soprattutto i ritratti dei soldati.

 

Sono i suoi compagni, militari volontari, molti arruolati da anni, probabilmente tra i più motivati dell'esercito ucraino e anche tra i più discussi, quelli che fanno dire ai russi «non accetteremo scambi di prigionieri, sono criminali di guerra», quelli che hanno dato il pretesto a Mosca di dire all'inizio dell'offensiva che c'era un'Ucraina da «de-nazificare»: eccoli davanti all'obiettivo di Orest, non hanno più braccia, alcuni non hanno gambe, uno è steso, ferito, sembra stia per piangere.

 

dmytro kozatsky orestDMYTRO KOZATSKY OREST

Uno solo trova la forza di sorridere e fa un segno della vittoria alzando una mano che sembra gli costi una fatica immensa, con l'altro braccio appeso al collo, ingessato in una complicata struttura di acciaio.

 

LA VIA D'USCITA

A commento del suo autoscatto, solo in un fascio di luce, Orest ha scritto che è il segno «che una via d'uscita da questo inferno buio esiste». «Prima di cominciare a scattare qua sotto, pensavo che avrei ripreso il dolore e la fragilità degli sguardi ha detto qualche giorno fa ma tutto quello che ho visto è determinazione, la determinazione di resistere»; la resistenza è finita ieri.

 

Impossibile andare avanti per un esercito che non poteva più ricevere nessun tipo di rifornimento, né armi, né cibo, né medicine. Prima di andarsene, Orest ha detto addio al fronte anche a parole: «E questo è tutto. Grazie per avermi dato rifugio Azovstal, luogo della mia morte e della mia vita».

le foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 4LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 4il saluto di dmytro kozatsky orest acciaieria azovstal mariupolIL SALUTO DI DMYTRO KOZATSKY OREST ACCIAIERIA AZOVSTAL MARIUPOLILYA SAMOILENKOILYA SAMOILENKObattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVbattaglione azovBATTAGLIONE AZOVle foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 1LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 1la resa del battaglione azov il video pubblicato dai russi 5LA RESA DEL BATTAGLIONE AZOV IL VIDEO PUBBLICATO DAI RUSSI 5la resa del battaglione azov il video pubblicato dai russi 2LA RESA DEL BATTAGLIONE AZOV IL VIDEO PUBBLICATO DAI RUSSI 2LA RESA DEL BATTAGLIONE AZOVLA RESA DEL BATTAGLIONE AZOVle foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 3LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 3le foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 7LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 7le foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 5LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 5le foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 2LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTAL 2le foto di dmytro kozatsky dall acciaieria azovstal 6LE FOTO DI DMYTRO KOZATSKY DALL ACCIAIERIA AZOVSTA