venerdì 7 dicembre 2018

                                                                        DONNE


“ERANO LÌ QUANDO MARTINA È CADUTA” – A QUASI 8 ANNI DALLA MORTE DI MARTINA ROSSI A PALMA DI MAIORCA LA PROCURA DI AREZZO CHIUDE LE INDAGINI E CHIEDE 7 ANNI DI CONDANNA PER I DUE RAGAZZI CHE TENTARONO UN APPROCCIO SESSUALE SULLA RAGAZZA. PER CERCARE DI SCAPPARE, È PRECIPITATA DAL SESTO PIANO – IL VIDEO CHE LI INCASTRA
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1 – OMICIDIO DI MARTINA ROSSI, ECCO IL VIDEO CHE INCASTRA I SUOI AMICI

alessandro albertoni e luca vanneschiALESSANDRO ALBERTONI E LUCA VANNESCHI
Sembrava che la sua morte fosse dovuta a un terribile incidente e invece Martina Rossi, ventenne di Genova, che era precipitata dal balcone di un hotel di Palma di Maiorca nell’agosto del 2011, stava scappando da due «amici» che volevano violentarla. Pochi giorni fa la procura di Arezzo ha chiuso le indagini e la trasmissione «Chi l’ha visto» di Rai3 ha diffuso il video ripreso negli uffici della questura in cui i suoi amici Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi esultano perché l’autopsia sul corpo della ragazza non aveva trovato segni di violenza sessuale.

2 – "QUANDO MARTINA È CADUTA ERANO LÌ IN DUE": PERCHÉ IL PROCURATORE CHIEDE 7 ANNI DI CONDANNA
Salvatore Mannino per “la Nazione – Arezzo”
martina rossi,MARTINA ROSSI,

Martina è morta per colpa loro. Non ha dubbi il procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi, non ha dubbi nel puntare il dito (e la scure di una richiesta pesante) contro i due ragazzi di Castiglion Fibocchi, paese a due passi dal capoluogo, che avrebbero provocato la morte della studentessa genovese mentre fuggiva da un loro tentativo di violenza sessuale.

Nell’alba tragica del 3 agosto 2011, a Palma di Maiorca, con un volo terribile dal sesto piano dell’hotel in cui tutti stavano trascorrendo le vacanze. «Condannateli a sette anni», conclude Rossi nella sua requisitoria stringata (un’ora e mezzo) ma densa di fatti e circostanze: tre anni per la morte come conseguenza di altro reato che poi altro non sarebbe se non il tentato stupro di gruppo, per il quale il Pm chiede altri quattro anni.

martina rossi 2MARTINA ROSSI 2
Lo scenario che il magistrato delinea è praticamente all’opposto di quanto Alessandro Albertoni, campione di motocross, e l’amico Luca Vanneschi, hanno raccontato nel corso dell’indagine spagnola e poi agli albori dell’inchiesta italiana avviata dalla procura di Genova, prima di chiudersi in un silenzio mai più rotto. Fino al punto che al processo non si sono mai fatti vivi.

Mentre loro hanno sempre parlato di una Martina (Rossi il cognome, studentessa di architettura a Milano, 20 anni al momento della morte) che improvvisamente impazzita si butta dalla finestra, con il solo Vanneschi presente perché Albertoni è sceso a chiedere aiuto alle amiche di lei, il procuratore descrive tutt’altra scena. La comitiva, della quale fanno parte quattro giovani di Castiglion Fibocchi e tre ragazze genovesi, si divide al ritorno da una notte in discoteca.

roberto rossiROBERTO ROSSI
Si formano due coppie che si fermano ad amoreggiare nella stanza d’hotel al primo piano, mentre Martina, Alessandro e Luca salgono al sesto. Qui, ipotizza Rossi, gli accusati tentanto un approccio sessuale, lei rifiuta, loro provano con la forza, sfilandole i pantaloncini, tanto che Martina precipiterà in mutandine. La ragazza reagisce graffiando Albertoni (segni che lui spiega con l’aggressione da follia improvvisa), poi, sempre secondo il Pm, cerca di scappare dal terrazzo verso la stanza a fianco, ma miope com’è e senza occhiali, nella concitazione del momento cade giù.

martina rossiMARTINA ROSSI
Gli indizi di questa ricostruzione che il procuratore descrive come «gravi, precisi e concordanti»? Non solo il cadavere seminudo (e Martina «non era tipo da mettersi così dinanzi a sconosciuti»), non solo i graffi, non solo la caduta a candela, quindi senza lo slancio di una che si butta, ma anche la testimonianza dei vicini di camera, padre e figlia danese che hanno testimoniato in videoconferenza.

Loro raccontano di un urlo (la ragazza che precipita, dice il procuratore) e poi di passi precipitosi per le scale di uno uscito dalla stanza. Per Rossi era Albertoni, perché Vanneschi, per racconto unanime scese con l’ascensore, e questo sarebbe l’indizio che ha mentito dicendo che era sceso prima della caduta: «Si è precostituito l’alibi anche ai danni dell’amico», accusa il Pm. Poi, in pochi attimi, si improvvisa la messa in scena.
tribunale arezzoTRIBUNALE AREZZO

Alessandro bussa alla porta delle amiche simulando l’impazzimento, Luca scende con più calma a dire che lei si è buttata. Le compagne lì per lì ci credono e ci crede anche la polizia spagnola che fa solo «indagini superficiali per non danneggiare l’immagine turistica di una capitale delle vacanze». Il procuratore getta fiumi di vetriolo sullo scenario del suicidio su cui hanno puntato tutto gli avvocati difensori: è vero che Martina aveva avuto una crisi di depressione un paio di anni prima ma era acqua del passato, tutti la descrivono (e lo diranno poi anche i legali di parte civile dei genitori) come una ragazza solare e piena di vita: che ragione aveva di suicidarsi?
martina rossi palma de mallorca 2MARTINA ROSSI PALMA DE MALLORCA 2

Alla fine, il commento del padre Bruno Rossi, che con la moglie Franca si è battuto per anni perché si facesse il processo in Italia e si restituisse giustizia alla figlia: «Sono sconvolto dall’indifferenza mostrata da questi ragazzi, se avessero visto morire un gatto si sarebbero preoccupati di più. La pena? Non mi importa, voglio che una madre abbia la verità». Arriverà, qualunque sia, prima di Natale. La sentenza è ormai questione di giorni.

lunedì 26 novembre 2018

                                                                  BERTOLUCCI


VITA, PENSIERI E RACCONTI DI BERTOLUCCI: ‘’QUANDO PROIETTAI ‘NOVECENTO’, ALLA FINE DEL PRIMO TEMPO PAJETTA MI ABBRACCIÒ. POI, VEDENDO LE IMMAGINI DELLA LIBERAZIONE IN CUI MOSTRAVO ANCHE IL LATO OSCURO, SI ALZÒ FURIOSO E SE ANDÒ GRIDANDO. AMENDOLA DISSE CHE ERA BRUTTISSIMO, VELTRONI…’’ - FRASI: ‘I CRITICI SONO ALPINI DI PIANURA’ (IL PADRE ERA UN CRITICO CINEMATOGRAFICO). ‘LA LUNGHEZZA DI UNA GONNA, SOPRA O SOTTO IL GINOCCHIO, A VOLTE È PIÙ IMPORTANTE DI UN’IDEA DI SCENEGGIATURA’
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Biografia di Bernardo Bertolucci
Da www.cinquantamila.it, sito a cura di Giorgio Dell'Arti
  

bernardo bertolucciBERNARDO BERTOLUCCI
Parma 16 marzo 1941. Regista. Debuttò nella regia con La commare secca (1962). Poi: Prima della rivoluzione (1964); Partner (1968); Strategia del ragno (1970); Il conformista(1970); Ultimo tango a Parigi (1972, il film di maggior successo assoluto nella storia del cinema italiano con circa 14 milioni di spettatori, compresi quelli della riedizione Titanus dell’87.

Fece epoca soprattutto la scena in cui Marlon Brando, per favorire una penetrazione anale in Maria Schneider, ricorre all’aiuto del burro (vedi sotto); Novecento (Atto I e II, 1976); La luna (1979); La tragedia di un uomo ridicolo (1981); L’ultimo imperatore (1987, vincitore di nove Oscar); Il tè nel deserto (1990); Piccolo Buddha (1993); Io ballo da sola (1996); L’assedio(1998); The dreamers (2003); Io e te (2012, dal romanzo di Niccolò Ammaniti). «Io spero sempre che i miei film non vengano compresi fino in fondo».

bertolucci ultimo tango vanity fair 10BERTOLUCCI ULTIMO TANGO VANITY FAIR 10
• Vita Figlio del poeta Attilio e di Ninetta Giovanardi, nata in Australia da mamma irlandese e padre ingegnere parmigiano costretto a emigrare (era la fine dell’Ottocento) per ragioni politiche. Fratello del regista Giuseppe. «Ha vissuto fino a 12 anni in campagna, in una casa che “da quando è morto mio padre non ho più il coraggio di rivedere”. Arrivato a Roma, nuovi amici, nuovo quartiere borghese – Monteverde vecchio –, nuova casa al quinto piano in via Carini. “I miei genitori hanno costruito un incantesimo, nel quale mi sento tuttora immerso. Anche per questo, forse, non sono mai diventato padre”. Il rito di iniziazione alla regia ha luogo proprio in via Carini. È domenica pomeriggio, alle tre, ora del riposo.

bertolucci e guadagninoBERTOLUCCI E GUADAGNINO
“Avevo quattordici anni, vado ad aprire, vedo un giovane vestito a festa, con un ciuffo strano. Chiedo: cosa vuole? E lui: cerco Attilio Bertolucci, sono Pier Paolo Pasolini. Mi spavento, gli dico di aspettare, lo lascio fuori, chiudo il portone. Vado da mio padre e gli racconto: c’è un tipo strano, ho paura che sia un ladro. E papà: ma no, è un poeta, fallo entrare”. Pier Paolo porta sua madre Susanna ad abitare al primo piano di via Carini e Bernardo – da giovanissimo aspirante poeta – scende le scale di corsa per far leggere le sue creazioni all’amico più grande» (Barbara Palombelli).

• «Quando avevo 17 anni, sempre sul portone di via Carini, un giorno Pier Paolo mi chiede: vuoi fare il mio aiuto-regista in Accattone? Io ribatto: ma non lo so fare, e lui a me: nemmeno io. In quel periodo, ho assistito all’invenzione del cinema, giorno per giorno, una scuola unica».
bernardo bertolucci 2BERNARDO BERTOLUCCI 2
• Il padre fu uno dei primi critici cinematografici italiani. «Mi ricordo che, doveva essere il 1949 o il 1950, andava a vedere quei film americani di guerra. Poi tornava a casa e faceva una cosa incredibile. Telefonava al giornale. Si faceva passare lo stenografo e dettava tutta la sua recensione al telefono, senza esitazioni. Senza averla scritta prima. Dopo se la faceva rileggere e cambiava al massimo due parole».

• Quindicenne, con una 16 mm presa in prestito, girò i suoi primi cortometraggi: La teleferica, storia di tre bambini che si perdono nella foresta, e Morte di un maiale, unico piano sequenza all’interno di un mattatoio.

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• A 21 anni vinse il Viareggio opera prima con una raccolta di toccanti liriche intitolata In cerca del mistero. Poi si decise per il cinema.
• «Eravamo all’inizio degli anni Sessanta. Con Glauber Rocha avevamo deciso di chiamare i nostri film “i miura”. I miura sono una razza di tori dalla pelle durissima. Non solo la spada del torero non riusciva a entrare nella cervice. Ma si diceva che neppure una zanzara poteva entrargli nel buco del culo. Nelle sale dove davano i nostri film nessuno entrava. Nessuno andava a vedere i nostri miura. Poi ho avuto un senso di soffocamento. E mi sono detto: “Voglio sentire il pubblico”. Voglio che la gente entri a vedere i miei film. E nel 1970 mi sono ritrovato a fare Strategia del ragno. E poi Il conformista, sentendomi un po’ come un traditore dei princìpi che fino a quel momento mi avevano formato. Era il passaggio dalla pura espressione alla comunicazione».
bertolucci ultimo tango vanity fair 5BERTOLUCCI ULTIMO TANGO VANITY FAIR 5

• «Quando Sergio Leone mi chiamò per sceneggiare C’era una volta il West (era il 1967, ndr), la prima cosa che mi chiese era come sparassi. Se impugnassi la pistola solo con una mano o se le usassi tutte e due. A me sembrò un marziano, ma aveva ragione lui: bisogna credere in quello che si fa» (a Paolo Mereghetti).

BERNARDO BERTOLUCCI - JEAN LUC GODARD - PIER PAOLO PASOLINIBERNARDO BERTOLUCCI - JEAN LUC GODARD - PIER PAOLO PASOLINI
• Dopo la scomparsa di Maria Schneider (il 3 febbraio 2011), è tornato a parlare più volte della scena di sesso anale in Ultimo tango a Parigi per cui lei non l’aveva mai perdonato: «Sì, sono stato colpevole per la Schneider, ma non potranno portarmi in tribunale per questo. L’idea è venuta a me e a Brando mentre facevamo colazione, seduti sulla moquette. A un certo punto lui ha cominciato a spalmare il burro su una baguette, subito ci siamo dati un’occhiata complice. Abbiamo deciso di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica, non di attrice ma di giovane donna. Lei piange, urla, si sente ferita. E in qualche modo è stata ferita perché non le avevo detto che ci sarebbe stata la scena di sodomia e questa ferita è stata utile al film. Non credo che avrebbe reagito allo stesso modo se l’avesse saputo. Sono cose gravi ma è anche così che si fanno i film: le provocazioni a volte sono più importanti delle spiegazioni» (a Silvia Fumarola). [la Repubblica 18/11/2013]

BERTOLUCCI 1BERTOLUCCI 1
• Dal 19 febbraio 2008 ha una “stella d’oro” sul marciapiede delle star, la Walk of Fame dell’Hollywood Boulevard di Los Angeles davanti al Chinese Theatre, premio che fu assegnato, tra gli italiani, a Rodolfo Valentino, Anna Magnani, Arturo Toscanini, Enrico Caruso, Sofia Loren.
• Nel 2007 fu premiato a Venezia con un super Leone d’oro («non è alla carriera, odora di prepensionamento, ma per il 75° compleanno della Mostra»). 
BERTOLUCCI DE NIROBERTOLUCCI DE NIRO
• Nel 2011 a Cannes ha ricevuto la Palma d’oro alla carriera («La dedico agli italiani che hanno la forza di indignarsi»).

• È stato presidente della giuria alla 70esima edizione del Festival di Venezia.
• Nel 2000 fu operato per quella che sembrava una banale ernia del disco, da lì ne conseguirono altre quattro operazioni alla colonna vertebrale. Dodici mesi a letto, la depressione, poi la riabilitazione. Da anni è costretto a muoversi su una carrozzina. «Ho imparato ad accettare questa mia nuova condizione. Da allora è diventato tutto più facile. E ho ripreso a fare film. E ho capito che fare film è la sola terapia». [Alessandro Piperno, Cds 14/10/2012]
BERTOLUCCI PASOLINI E FRANCO CITTIBERTOLUCCI PASOLINI E FRANCO CITTI
• È sposato con l’inglese Claire Peploe, regista e sceneggiatrice. Non ha figli. «Può darsi benissimo che il mio desiderio di paternità si materializzi nei miei film».

• Critica «Il suo è un cinema sotto la costellazione Marx-Freud-Verdi. Ama gli attori e sa sceglierli. Ama le scene di ballo e pochi come lui sanno far danzare la cinepresa su un dolly. Sa coniugare Proust al culatello, Hopper e Magritte al melodramma di Giuseppe Verdi. Bertolucci è un regista creolo» (Morando Morandini).
bernardo bertolucciBERNARDO BERTOLUCCI

• «Ho capito che non riuscirò mai a eguagliarlo, perché viene da una cultura diversa dalla mia, suo padre è un poeta e lui stesso ha pubblicato delle poesie, è stato allevato con una coscienza politica, al contrario di me, che sono cresciuto in una casa dove non c’erano libri...» (Martin Scorsese).

• Frasi «I critici sono alpini di pianura».
• «È come se il mestiere di cineasta appartenesse a un’altra epoca come i lavori che scompaiono, tipo il sellaio. Credo che il lungometraggio, la forma film, abbia imboccato una strada di inesorabile declino, un po’ come quello che è successo con l’opera lirica».
• «A un certo punto è avvenuto in me un grande cambiamento. Mi è sembrato che i film che noi andiamo a guardare invece guardino noi».
stefania sandrelli saluta bernardo bertolucciSTEFANIA SANDRELLI SALUTA BERNARDO BERTOLUCCI
• «Arriverei a dire che la lunghezza di una gonna, sopra o sotto il ginocchio, a volte è più importante di un’idea di sceneggiatura».

• «Quando finisco un film nuovo, provo un senso di pienezza a dir poco imbarazzante, che cerco di nascondere a tutti gli altri che si salutano con i visi tristi. Senti il bisogno di nasconderlo e di esorcizzarlo. Pensa che l’ultimo giorno di lavorazione di Io e te ho chiesto di essere truccato da donna. Alla fine sembravo una vecchia bagascia giapponese. Poi ho detto a tutti: “Vedete? Sono come Sean Penn. Più mi trucco più divento virile”» (ad Alessandro Piperno). [La Lettura 14/10/2012]

bernardo bertolucci giovanni soldatiBERNARDO BERTOLUCCI GIOVANNI SOLDATI
• Politica «Prima proiezione del mio Novecento, un film in cui raccontavo una saga familiare a partire dalla nascita del comunismo in Emilia Romagna. Eravamo nel 1976, in pieno compromesso storico e mi sembrava di dover celebrare un rito, pensavo di rendere omaggio alla storia del Pci. Paese Sera, quotidiano comunista romano, organizzò un dibattito con lo storico Paolo Spriano e Giancarlo Pajetta.

Alla fine del primo tempo, Pajetta, entusiasta, mi abbracciò. Poi, vedendo le immagini della Liberazione, in cui mostravo anche le vendette private, i processi popolari contro i fascisti, si alzò furioso e se ne andò gridando: mi rifiuto di partecipare. Giorgio Amendola disse che il film era bruttissimo. La Fgci di Walter Veltroni, invece, mi appoggiò.
vittorio storaro e (a sinistra) bernardo bertolucciVITTORIO STORARO E (A SINISTRA) BERNARDO BERTOLUCCI

Da allora, la mia tessera del Pci, presa nel 1969 contro l’estremismo filocinese dell’estrema sinistra, proprio nel momento in cui ci fu la rottura del partito con il gruppo del Manifesto, si è andata via via scolorendo... Alla metà degli anni Ottanta ho smesso di rinnovarla, non ero un militante, ho iniziato a vivere più all’estero che qui. Oggi, mi pare di non avere più trasporto politico per nessuno: salverei proprio soltanto Veltroni, perché è capace di guardare al futuro senza dimenticare le radici in cui tutti amiamo riconoscerci».

• Vizi «Sono ateo, grazie a Dio. Come diceva Buñuel».

KEANU REEVES BERNARDO BERTOLUCCIKEANU REEVES BERNARDO BERTOLUCCIAttilio BertolucciATTILIO BERTOLUCCIstefania sandrelli, bernardo bertolucci, dominique sandaSTEFANIA SANDRELLI, BERNARDO BERTOLUCCI, DOMINIQUE SANDAgiuseppe bertolucci e roberto celliGIUSEPPE BERTOLUCCI E ROBERTO CELLIBERNARDO BERTOLUCCI E HAIFA AL MANSOUR A VENEZIABERNARDO BERTOLUCCI E HAIFA AL MANSOUR A VENEZIAbertolucci e protagonisti di "io e te"BERTOLUCCI E PROTAGONISTI DI "IO E TE"bertolucci novecentoBERTOLUCCI NOVECENTOROBERTO BENIGNI E MOGLIE BERNARDO BERTOLUCCIROBERTO BENIGNI E MOGLIE BERNARDO BERTOLUCCINANNI MORETTI BERNARDO BERTOLUCCINANNI MORETTI BERNARDO BERTOLUCCIOVAZIONE PER BERNARDO BERTOLUCCI A CANNES FOTO GILLES JACOBOVAZIONE PER BERNARDO BERTOLUCCI A CANNES FOTO GILLES JACOBNANNI MORETTI BERNARDO BERTOLUCCINANNI MORETTI BERNARDO BERTOLUCCITEA FALCO IN IO E TE DI BERTOLUCCITEA FALCO IN IO E TE DI BERTOLUCCIbertolucci_l\'ultimo imperatoreBERTOLUCCI_L\'ULTIMO IMPERATOREGIORGETTE RANUCCI E BERNARDO BERTOLUCCIGIORGETTE RANUCCI E BERNARDO BERTOLUCCIBERNERDO BERTOLUCCIBERNERDO BERTOLUCCIKEANU REEVES BERNARDO BERTOLUCCIKEANU REEVES BERNARDO BERTOLUCCI

venerdì 23 novembre 2018

                                                               DONNE

“LE INSEGNÒ A DROGARSI CON L'EROINA” - FINISCE NEI GUAI L'EX FIDANZATO DI PAMELA MASTROPIETRO, IL 21ENNE ROMENO ANDREI CLAUDIU NITU - SAREBBE STATO LUI A DARLE LE PRIME DOSI DI DROGA - È ACCUSATO ANCHE DI CIRCONVENZIONE D'INCAPACE E INDUZIONE ALLA PROSTITUZIONE - IL RAGAZZO E’ STATO GIA’ ARRESTATO PER SETTE RAPINE
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pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Per Pamela l' anticamera dell' inferno si è aperta a Roma. E per la famiglia, nonché per la procura, c'è anche un responsabile: Andrei Claudiu Nitu, romeno di 21 anni, l'ex fidanzato della diciottenne di San Giovanni violentata e uccisa il 30 gennaio scorso nell'appartamento di via Spalato, a Macerata.

Lunedì prossimo Innocent Oseghale, pusher nigeriano, finora l'unico sospettato rimasto accusato di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, comparirà davanti al gup per l'udienza di rinvio a giudizio. Per lui la difesa potrebbe chiedere il rito abbreviato subordinato però a una super-perizia psichiatrica. Il primo passo che la famiglia di Pamela aspettava per avere giustizia.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Ma ce n'è anche un altro per il quale Alessandra Verni, la madre di Pamela, è costretta ad aspettare però l'inizio dell' anno prossimo: Nitu rischia infatti di finire sotto processo per spaccio di droga a favore della giovane quando quest' ultima era minorenne, induzione alla prostituzione e circonvenzione d' incapace, reato contestato al ventenne, ora agli arresti domiciliari in una comunità a Cassino (Frosinone), proprio sulla base degli accertamenti medici disposti dalla procura sulla diciottenne.

Martedì scorso la prima udienza dal gup è stata rinviata perché non è stato possibile accompagnare il ragazzo da Cassino. Altrimenti anche questa storia avrebbe avuto una svolta. «Pamela si era innamorata di lui, era entrata in fissa. Andrei invece se n'è approfittato. C'è anche una perizia della procura che lo conferma», spiegano proprio dalla famiglia della giovane, che aveva conosciuto Nitu all' inizio del 2017.

PAMELA MASTROPIETROPAMELA MASTROPIETRO
Prima di allora la diciottenne non aveva mai fatto uso di eroina, fino a primavera la situazione è invece degenerata, al punto che Alessandra Verni, mamma di Pamela, ha deciso di rivolgersi al commissariato San Giovanni per denunciare la situazione. E la storia della diciottenne che voleva diventare criminologa è stata presa a cuore dai poliziotti diretti da Mauro Baroni, che in più di una circostanza si sono prodigati per andare a recuperare la giovane finita in brutti giri, anche a Trastevere e al Pigneto.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

Con lei c'era quasi sempre Nitu, che si spacciava per pugile, con tatuaggi sulla nuca e sul dorso delle mani, che nel settembre 2017 hanno finito per tradirlo: la polizia lo ha arrestato per sette rapine a ragazzini messe a segno nel luglio precedente con coltelli e minacce dalle parti di piazza Re di Roma.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

In quelle settimane però Pamela era già entrata nel tunnel di Sert, cliniche, strutture sanitarie specializzate e comunità di recupero dal quale non sarebbe più uscita, se non fuggendo dalla Pars di Corridonia il giorno prima di cadere nella trappola di Oseghale e, almeno secondo la procura di Macerata, di altre persone, che hanno abusato di lei, l'hanno uccisa e infine fatta a pezzi.

Anche di Nitu, secondo quanto emerso dagli accertamenti svolti dalla polizia e dalla famiglia, si era fidata. Lo seguiva dappertutto, con lui fumava eroina e veniva spinta a procurargli i soldi per le dosi. La madre e il padre hanno tentato di farle invertire la rotta, di spingerla a lasciare quel ragazzo che si presentava di continuo sotto casa per portarla via.
Da qui liti con i familiari, fughe continue, ma anche riappacificazioni e un po' di speranza per il futuro. Stroncata in quell'attico a Macerata.
innocent oseghale desmond lucky awelima luckyINNOCENT OSEGHALE DESMOND LUCKY 

martedì 13 novembre 2018

                                                                      DONNE



1. LO SPACCIATORE MARCO MANCINI E’ IL TASSELLO MANCANTE PER RICOSTRUIRE L’ULTIMA NOTTE E LA MORTE DI DESIREE MARIOTTINI, A CUI PROBABILMENTE HA FORNITO LE DOSI FATALI
2. TRENTASEIENNE, INCENSURATO, FERMATO SABATO SCORSO, AVEVA IN TASCA 12 DOSI DI COCAINA E UNA SCATOLA INTERA DI QUENTIAX, USATO PER PATOLOGIE TRA CUI LA SCHIZOFRENIA
3. LA TESTIMONE CHIAVE, ANTONELLA, HA RACCONTATO: “HO VISTO JOSEF (PROBABILMENTE YUSIF SALIA) CHE HA DATO DEL METADONE A DESIRÉE, DOPO CHE QUESTA AVEVA GIÀ PRESO L'EROINA. PACO NON HA AVUTO ALCUNO SCRUPOLO E HA INIZIATO A FORNIRE EROINA, CRACK E COCAINA CRUDA, NONCHÉ PSICOFARMACI, AL FINE DI TENERE VICINO A SÉ LA RAGAZZA”

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DESIREE MARIOTTINI E LA MADREDESIREE MARIOTTINI E LA MADRE
Sara Menafra e Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

Lo spacciatore, il tassello mancante della storia che racconta le ultime orribili ore di vita di Desirée Mariottini, era lì a drogarsi con lei e, probabilmente aveva fornito la droga, la notte in cui la ragazza è morta. È il nuovo particolare che ha deciso di raccontare alla Squadra Mobile Antonella F., la ragazza che, subito dopo i fatti, aveva descritto il clima in cui è nata la violenza nei confronti della sedicenne di Cisterna di Latina e quelle stanze di via dei Lucani stranamente affollate.

DESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINI
Ora ha deciso di raccontare anche il ruolo di Marco Mancini, lo spacciatore che secondo la ricostruzione dei pm ha fornito le dosi fatali. Antonella dice che Marco, il pusher fermato due giorni fa, era lì con loro, l' ultima notte di Desirée: «Quella sera racconta adesso hanno cominciato a cuocere la cocaina e a fumarla e c' ero io, Muriel, Giovanna, Paco, Ibrahim, un nord africano che non so se marocchino o egiziano, un senegalese che dovrebbe chiamarsi Pi e c'era anche Marco, la stessa persona di cui la volta precedente non vi ho voluto riferire ma che portava sul posto, in cambio di droga, alcuni psicofarmaci».
DESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINI

Pur dando diversi particolari sulla scena del delitto e le persone presenti, subito dopo la morte di Desirée, Antonella ha rifiutato di parlare di Marco, il suo «amichetto». Ora, invece, ha deciso di aggiungere nuovi elementi, forse dopo un contatto con la famiglia della ragazza: «Ho ricevuto una chiamata da tale Mirko, mentre ero qui in Questura l'altro giorno, il quale mi ha detto che il padre di Desirée mi voleva conoscere per ringraziarmi».
desireeDESIREE

SENZA SCRUPOLI
Sulla sera del 18 ottobre, ribadisce su quanto gli uomini presenti insistessero per drogare Desirée: «Ho potuto personalmente vedere Josef (probabilmente Yusif Salia ndr) che ha dato del metadone a Desirée, dopo che questa aveva già preso il suo pezzo di eroina, al fine di non farla rimanere in quel posto. Paco invece non ha avuto alcuno scrupolo e ha iniziato a fornire sia eroina, che crack, che cocaina cruda, nonché psicofarmaci, al fine di tenere vicino a sé la ragazza. Ho potuto personalmente vedere Paco che quel pomeriggio presto ha messo a disposizione di Desirée una busta con alcuni pezzi di cocaina».

desiree con i genitoriDESIREE CON I GENITORI
Che la giovane abbia preso sia metadone sia droghe, del resto, emerge anche dall' esame delle urine che evidenzia anche thc, morfina e cocaina. Intanto proseguono gli accertamenti dei pm. Si terrà probabilmente domani l' udienza per la convalida del fermo richiesta dalla Procura di Roma per Mancini. Trentaseienne, incensurato, fermato al Pigneto sabato scorso, aveva in tasca 12 dosi di cocaina e una scatola intera di Quentiax, uno psicofarmaco usato per specifiche patologie tra cui la schizofrenia.

Dal codice sulla scatola gli investigatori sono risaliti alla farmacia che glielo aveva venduto. Un' attività nel cuore del Pigneto dove l' uomo si recava abitualmente per acquistare i farmaci, come sostiene anche il titolare. Agli agenti ha raccontato di aver conosciuto Desirée nel palazzo dell' orrore ma di non averle mai dato droghe. E soprattutto, di non essere presente la notte in cui morì.
desiree con la madreDESIREE CON LA MADREdesireeDESIREEDESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINIOMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATIOMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATIOMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - MAMADOU GARA UNO DEI SENEGALESI ARRESTATIOMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - MAMADOU GARA UNO DEI SENEGALESI ARRESTATIsalvini depone una rosa per desiree, la 16enne morta a san lorenzo 6SALVINI DEPONE UNA ROSA PER DESIREE, LA 16ENNE MORTA A SAN LORENZO 6DESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINIsalvini depone una rosa per desiree, la 16enne morta a san lorenzo 7SALVINI DEPONE UNA ROSA PER DESIREE, LA 16ENNE MORTA A SAN LORENZO 7gianluca zuccheddu padre di desiree mariottiniGIANLUCA ZUCCHEDDU PADRE DI DESIREE MARIOTTINI

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